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Welfare aziendale a Roma: bonus esentasse per i tuoi dipendenti

1.000 euro di welfare valgono il doppio di un aumento in busta paga. Ecco cosa puoi offrire, quanto è esente e come farlo nel rispetto della legge.

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Cos'è in due righe

Il welfare aziendale è un insieme di beni e servizi che offri ai tuoi dipendenti senza tasse e senza contributi per loro, e che per te sono deducibili come costi. In pratica, 1.000 euro di welfare arrivano netti al dipendente, mentre 1.000 euro di aumento in busta paga diventano circa 580 euro dopo IRPEF e contributi. La norma di riferimento è l'art. 51 del TUIR (DPR 917/1986).

In sintesi

Costo Il welfare è deducibile per l'azienda e non soggetto a contributi INPS/INAIL. Risparmio rispetto a equivalente aumento di stipendio: circa il 30% per l'azienda, quasi il doppio per il dipendente.
Tempi Erogazione in qualsiasi momento dell'anno, entro il 31 dicembre.
Dove a Roma Agenzia delle Entrate (numero verde 800 90 96 96), Confcommercio Roma (Via Properzio 5), CNA Roma (Viale Guglielmo Massaia 31), Confartigianato Roma (Via di Porta Maggiore 9)
Documenti Regolamento aziendale, giustificativi delle spese sostenute (bollette, fatture asilo, ricevute), eventuale accordo sindacale

Cosa puoi offrire e quanto è esente

Ogni voce di welfare ha una soglia diversa di esenzione fiscale. Ecco le principali per il 2024-2025:

Voce welfare Esenzione
Buoni pasto cartacei 4 €/giorno
Buoni pasto elettronici 8 €/giorno
Fringe benefit (senza figli a carico) 1.000 €/anno
Fringe benefit (con figli fiscalmente a carico) 2.000 €/anno
Sanità integrativa 3.615,20 €/anno
Mensa aziendale o convenzioni ristorazione 100% esente
Abbonamenti trasporto pubblico 100% esente
Asilo nido, scuola, borse di studio per figli 100% esente
Assistenza a familiari anziani o non autosufficienti 100% esente
Polizze Long Term Care e gravi patologie 100% esente
Premio di Risultato Imposta sostitutiva 5%, fino a 3.000 €/anno

Le soglie potenziate per fringe benefit (1.000 e 2.000 euro) sono valide per il 2024 e il 2025 grazie al DL 113/2024. La soglia ordinaria è 258,23 euro/anno.

Attenzione: se superi la soglia anche di un euro, l'intera somma diventa tassabile, non solo l'eccedenza. Tieni d'occhio il totale per ogni dipendente.

Buoni pasto: come funzionano

I buoni pasto sono tra gli strumenti di welfare più diffusi perché semplici da gestire. Puoi darli ai dipendenti con orario superiore a 6 ore giornaliere (anche part-time, se il contratto prevede pausa pranzo).

I buoni elettronici hanno una soglia di esenzione doppia rispetto a quelli cartacei (8 euro contro 4 euro al giorno), quindi conviene orientarsi su quelli.

I principali fornitori attivi anche a Roma sono Sodexo, Edenred (Ticket Restaurant), Pellegrini, Day Ristoservice e altri. Ogni ristorante, bar o supermercato deve essere affiliato al circuito per accettare il buono.

I buoni sono personali, non cedibili e non possono essere usati per acquisti generici: servono solo per pasti e generi alimentari. Non scadono prima di un anno.

Fringe benefit: cosa rientra

I fringe benefit sono beni e servizi in natura che cedi al dipendente. Rientrano nella soglia esente:

  • Buoni regalo (carte prepagate non rimborsabili)
  • Rimborso o pagamento diretto di bollette di luce, acqua, gas
  • Rimborso spese di affitto o interessi sul mutuo per la prima casa
  • Smartphone, tablet o PC (se non sono strumenti di lavoro ordinari)
  • Auto aziendale a uso promiscuo
  • Abbonamento Internet domestico

Per poter applicare l'esenzione devi conservare i giustificativi: bollette intestate al dipendente, ricevute di pagamento, fatture. Senza documentazione, l'Agenzia delle Entrate può riqualificare la somma come reddito tassabile.

Sanità integrativa, trasporto e servizi per i figli

Sanità integrativa: puoi versare contributi a fondi sanitari iscritti all'Anagrafe dei Fondi Sanitari Integrativi del Ministero della Salute (come Metasalute, Faschim, Sanedil o altri fondi di categoria). Sono esenti fino a 3.615,20 euro/anno. Coprono visite specialistiche, ricoveri, odontoiatria, prevenzione.

Trasporto pubblico: rimborsi o pagamento diretto di abbonamenti Metrebus (ATAC), Trenitalia regionale o COTRAL per il tragitto casa-lavoro. Esenti al 100% senza limiti, dal 2018.

Servizi educativi per i figli: questa categoria è esente al 100% senza alcun tetto. Puoi pagare rette di asilo nido (aziendale o convenzionato), colonie estive, borse di studio, iscrizioni scolastiche, mensa scolastica, libri, trasporto scolastico. Puoi farlo direttamente, tramite convenzioni con strutture, rimborsando il dipendente dietro fattura, oppure con voucher specifici.

Il Premio di Risultato: come funziona la conversione

Il Premio di Risultato (PDR) è una somma variabile legata a incrementi di produttività, qualità o efficienza, concordata in un contratto collettivo aziendale o territoriale depositato presso l'Ispettorato del Lavoro.

Per il 2024 e il 2025, il premio è tassato con un'imposta sostitutiva del 5% (invece dell'IRPEF ordinaria del 23-43%), fino a un massimo di 3.000 euro/anno. Possono beneficiarne i dipendenti con un reddito da lavoro nell'anno precedente non superiore a 80.000 euro.

La cosa più interessante è la conversione in welfare: se il contratto aziendale lo prevede, il dipendente può scegliere di ricevere il premio in beni e servizi di welfare invece che in denaro. In questo caso il premio diventa 100% esente — niente imposta sostitutiva, niente contributi.

Come farlo nel rispetto della legge

La regola fondamentale da ricordare: il welfare deve essere offerto alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee (es. tutti gli operai, tutti i quadri, tutti i dipendenti con figli). Non puoi darlo solo a una persona in modo individuale — in quel caso diventerebbe reddito tassabile per quel dipendente.

I passi pratici per avviare un piano di welfare:

  1. Definisci il budget e le categorie di dipendenti destinatarie
  2. Scegli come erogare: tramite una piattaforma esterna (provider come Edenred, Sodexo, Jointly, Welfarebit) o direttamente
  3. Redigi un regolamento aziendale che elenchi servizi, beneficiari, budget e modalità
  4. Comunica il piano ai dipendenti (ognuno deve sapere a quanto ha diritto e come usarlo)
  5. Documenta tutto: conserva giustificativi, tieni traccia di chi ha ricevuto cosa
  6. In busta paga, indica il valore del welfare con voce specifica (anche se è esente)

Se il welfare nasce da un accordo sindacale aziendale o territoriale, la deducibilità per l'azienda è integrale. Se lo offri volontariamente (senza accordo), la deducibilità è limitata al 5 per mille delle spese per lavoro dipendente (art. 100 c. 1 TUIR).

Errori da evitare

  1. Dare welfare in contante. Il denaro è sempre tassato come reddito. Il welfare deve essere un bene o un servizio, non una somma di denaro equivalente.
  2. Erogarlo a un singolo dipendente "preferito". L'esenzione si applica solo a categorie omogenee. Un welfare "personalizzato" per una sola persona diventa reddito imponibile per quella persona.
  3. Non documentare le spese. Senza giustificativi (bollette, fatture, ricevute), l'Agenzia delle Entrate può riqualificare tutto come reddito. Conserva la documentazione per ogni dipendente.

Casi particolari

Piccole imprese (fino a 10 dipendenti): puoi fare welfare in forma semplificata. I buoni pasto, i fringe benefit e i rimborsi bollette sono accessibili anche senza strutture complesse. I provider di piattaforme welfare offrono soluzioni scalabili anche per realtà piccole.

Familiari del titolare: i familiari che lavorano in azienda con regolare contratto hanno gli stessi diritti degli altri dipendenti al welfare.

Lavoratori stranieri extra-UE: hanno esattamente gli stessi diritti al welfare aziendale dei lavoratori italiani. Le soglie di esenzione si applicano allo stesso modo.

Soglie superate: se per errore superi la soglia (es. fringe benefit 2.001 euro per un dipendente con figli, soglia 2.000 euro), l'intera somma di 2.001 euro diventa imponibile, non solo l'euro in più. Controlla i totali prima di erogare.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: DPR 22/12/1986 n. 917 (TUIR) art. 51; Legge 208/2015 art. 1 c. 182-190; Legge 205/2017; DL 113/2024; DL 19/2024 conv. Legge 56/2024; Circolari Agenzia Entrate n. 28/E/2016, n. 5/E/2018, n. 23/E/2023, n. 5/E/2024.