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Visura camerale a Roma: come ottenerla online e quanto costa

La visura camerale costa 5,50€ e arriva in pochi minuti. Ecco dove richiederla, cosa contiene e come evitare i siti che la rivendono a prezzi gonfiati.

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Cos'è in due righe

La visura camerale è il documento che racconta la vita di un'impresa italiana: chi la guida, dove ha sede, cosa fa, il capitale, i soci, la storia delle modifiche. È pubblica, la può richiedere chiunque e costa circa 5 euro sul portale ufficiale. Non confonderla con il certificato camerale, che ha valore legale e costa di più.

In sintesi

Costo 5,50€ (ordinaria online con SPID) — 7,00€ (storica online) — 7,00€ (ordinaria allo sportello)
Tempi Immediata online — 10-30 minuti allo sportello
Dove a Roma registroimprese.it (consigliato) oppure Camera di Commercio, Via dell'Appennino 40
Documenti SPID, CIE o CNS per accedere online — carta di credito per pagare

Cosa trovi in una visura

Quando apri una visura camerale, vedi tutti i dati ufficiali di un'impresa aggiornati al momento della richiesta.

Nella sezione anagrafica trovi il nome, la forma giuridica (SRL, SPA, ditta individuale...), il codice fiscale, la partita IVA, il numero REA con la sigla della provincia (per Roma è "RM-XXXXXXX"), la sede legale, le eventuali sedi secondarie e la PEC dell'azienda.

Nella sezione attività trovi i codici ATECO che descrivono cosa fa l'impresa, l'oggetto sociale completo e la data di inizio attività. Se l'impresa è in liquidazione, fallita o in concordato preventivo, lo stato comparirà chiaramente in questa sezione.

La visura mostra anche chi gestisce l'impresa: amministratori, sindaci, revisori, procuratori speciali, con i relativi poteri e le scadenze dei mandati. Per le SRL, in certi casi, sono visibili anche i soci.

Se scegli la visura storica, ottieni in più l'intera storia delle modifiche: vecchie denominazioni, precedenti sedi, amministratori passati, variazioni di capitale. Costa 7,00€ online invece di 5,50€.

Come richiederla online in pochi minuti

Il modo più rapido e conveniente è il portale ufficiale registroimprese.it, gestito da InfoCamere per conto delle Camere di Commercio italiane.

Entra nel sito e usa la barra di ricerca: puoi cercare l'impresa per denominazione, codice fiscale o partita IVA, oppure per numero REA (ad esempio "RM-1234567"). Il sistema ti mostra l'elenco delle imprese corrispondenti. Seleziona quella giusta e scegli il tipo di documento che ti serve tra visura ordinaria, visura storica, bilanci o altri estratti.

Per acquistare devi autenticarti con SPID, CIE o CNS. Il pagamento si fa con carta di credito o con un borsellino prepagato Telemaco se sei un professionista con molte richieste. Il documento arriva come PDF firmato digitalmente dall'addetto al Registro: vale come copia conforme dell'atto pubblico camerale. Puoi scaricarlo subito e riceverlo anche via email.

Se vuoi solo controllare dati di base senza comprare niente, il portale offre anche un accesso gratuito con informazioni minime senza registrazione.

Come richiederla allo sportello CCIAA Roma

Se preferisci il cartaceo o non hai SPID, puoi andare di persona alla Camera di Commercio di Roma. Le sedi principali sono:

  • Sede centrale: Via dell'Appennino 40, 00198 Roma (zona Sant'Agnese)
  • Sportello centro: Via de' Burrò 147 (zona Pantheon)
  • Sportello EUR: Viale dell'Oceano Pacifico 153

Gli orari indicativi sono lunedì-venerdì 8:30-12:30, con alcuni servizi il giovedì pomeriggio 14:00-16:30. Verifica sempre gli orari aggiornati su www.rm.camcom.it prima di muoverti. Il costo allo sportello è di 7,00€ per la visura ordinaria e 8,50€ per la storica. Puoi pagare con POS o pagoPA.

Numero verde nazionale CCIAA: 800 04 12 49 (gratuito).

A cosa serve nella pratica

La visura è utile in molte situazioni diverse. Se sei un imprenditore, ti serve per aprire un conto bancario aziendale, partecipare a gare e bandi pubblici, avviare pratiche al SUAP o per pratiche edilizie, e per verificare che i tuoi dati pubblici siano corretti.

Se stai per fare affari con un'altra azienda, la visura ti permette di controllare che esista davvero, che non sia in liquidazione o in fallimento, chi ha i poteri di firma e qual è la sua PEC ufficiale. È uno strumento di base per proteggersi da truffe: se un'impresa non compare nel Registro Imprese, non è un'impresa regolare.

Professionisti come commercialisti, avvocati e notai la usano quotidianamente per le pratiche dei loro clienti. Anche le banche la richiedono durante l'istruttoria per apertura conti e richieste di fido.

Errori da evitare

  1. Usare siti privati che rivendono visure. Siti come visurenet, visure.it e simili rivendono le stesse visure ufficiali di registroimprese.it a prezzi che vanno da 10 a 25 euro. Non offrono nulla di diverso. Risparmia usando direttamente il portale ufficiale.

  2. Confondere visura e certificato. La visura è un estratto informativo: utilissima per verifiche pratiche, ma non ha valore legale per usi ufficiali come le gare d'appalto. Per quelli serve il certificato camerale (10-15€), che ha firma autentica. Per l'uso all'estero può servire anche l'apostille.

  3. Sbagliare il numero REA. Il numero REA comprende sempre la sigla della provincia: per le imprese romane è "RM-XXXXXXX". Se cerchi un'impresa di un'altra città, usa "MI-" per Milano, "NA-" per Napoli, e così via. Il Registro Imprese è nazionale: puoi richiedere visure di tutta Italia dallo stesso portale.

Casi particolari

Se l'impresa che cerchi è cessata o cancellata dal Registro, la visura è comunque disponibile e mostra i dati storici fino alla data di cancellazione. Utile per controversie o verifica di rapporti passati.

Se l'impresa ha sede in un'altra città, non devi fare niente di diverso: il portale registroimprese.it raccoglie dati di tutte le imprese italiane in un unico archivio nazionale.

Per uso in Paesi esteri che hanno aderito alla Convenzione dell'Aja del 1961, il documento deve avere l'apostille, che si richiede alla Procura della Repubblica di Roma o alla Prefettura. Per altri Paesi serve la legalizzazione consolare.

La visura scaricata da registroimprese.it è un PDF con firma digitale. Puoi verificarne l'autenticità con software come Dike o Aruba Sign.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: Codice Civile artt. 2188-2202, DPR 581/1995, L. 580/1993, D.Lgs. 219/2016, L. 340/2000.