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Lavoro & fisco

Contratti di lavoro in Italia: quale ti tocca e cosa cambia

Tempo indeterminato, determinato, a chiamata, apprendistato: capire il tuo contratto in 5 minuti, diritti inclusi.

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Cos'è in due righe

Quando inizi a lavorare in Italia, il tuo rapporto con il datore è regolato da un contratto scritto. Il tipo di contratto definisce quanto dura il tuo lavoro, come puoi essere licenziato e quali tutele hai (ferie, malattia, TFR, NASpI). Tutti i contratti, qualunque sia il tipo, devono rispettare un CCNL — il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della tua categoria. E se sei straniero regolare: gli stessi diritti degli italiani, senza eccezioni.

In sintesi

Costo Stipula contratto: gratuita per il lavoratore. Consulenza patronato: gratuita.
Tempi Stipula immediata. UNILAV al Centro per l'Impiego entro 24h prima dell'inizio.
Dove a Roma Centri per l'Impiego (15 sedi); patronati CGIL, CISL, UIL, ACLI.
Documenti Codice fiscale, documento identità, permesso di soggiorno (extra-UE)

I tre contratti più comuni

Contratto a Tempo Indeterminato

È il lavoro "senza scadenza". Non ha una data di fine: il datore può interromperlo solo per giusta causa (comportamento grave del lavoratore), giustificato motivo soggettivo (mancanze reiterate) o oggettivo (crisi aziendale, riorganizzazione).

  • Periodo di prova: massimo 6 mesi (la durata esatta dipende dal CCNL)
  • Se sei licenziato: hai diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione)
  • Se ti dimetti: NASpI solo se c'è giusta causa
  • TFR, ferie, tredicesima, malattia: tutti pieni

Per chi è stato assunto dal 7 marzo 2015 valgono le tutele crescenti (DLgs 23/2015): in caso di licenziamento illegittimo, l'indennità va da 2 a 36 mensilità.

Contratto a Tempo Determinato

Ha una data di fine scritta nel contratto. La legge (DL 87/2018 + DL 48/2023) fissa questi limiti:

  • Fino a 12 mesi: libero, nessuna motivazione richiesta
  • Da 12 a 24 mesi: solo con causale (sostituzione, esigenze tecniche o produttive)
  • Massimo 24 mesi complessivi con lo stesso datore per la stessa mansione
  • Proroghe: massimo 4 nei 24 mesi
  • Tra un contratto e il successivo: intervallo obbligatorio di 10 giorni (se il contratto era sotto i 6 mesi) o 20 giorni (sopra i 6 mesi)

TFR, ferie e tredicesima maturano in proporzione ai mesi lavorati. Se il contratto scade e non viene rinnovato, hai diritto alla NASpI. Attenzione: se continui a lavorare dopo la scadenza senza nuovo contratto firmato, dopo 30 giorni (o 50 per contratti sopra i 6 mesi) il rapporto si converte automaticamente in tempo indeterminato.

Contratto a Chiamata (intermittente)

Lavori solo quando il datore ti chiama. Puoi scegliere di essere "in disponibilità" (ricevi una piccola indennità fissa anche quando non lavori, pari almeno al 20% del minimo CCNL) oppure non vincolarti (nessun obbligo di rispondere, pagato solo per le ore effettive).

Questo contratto è previsto per lavoratori under 24 o over 55, oppure per qualunque età nei settori che lo ammettono (turismo, pubblici esercizi, eventi). Con lo stesso datore non puoi superare 400 giornate lavorative in 3 anni.

Il datore deve comunicarti la chiamata con anticipo (24-48h), tramite SMS, email o app INPS. Se lo fa senza preavviso, rischia una sanzione da 400 a 2.400 euro.

Altri tipi di contratto da conoscere

Apprendistato: per chi ha tra i 15 e i 29 anni (dipende dal livello). Prevede formazione obbligatoria e stipendio ridotto, ma il datore paga meno contributi. Al termine può trasformarsi in contratto a tempo indeterminato.

Part-time: tempo pieno ridotto (orizzontale: meno ore al giorno; verticale: meno giorni a settimana; misto). Può essere sia determinato che indeterminato.

Somministrazione: sei dipendente di un'agenzia interinale (Adecco, Randstad, Manpower) che ti "presta" a un'azienda. Le tutele sono uguali a quelle del contratto a tempo determinato.

Lavoro occasionale: per prestazioni brevi e saltuarie. Massimo 5.000 euro l'anno per il lavoratore. Si usa il Libretto di Famiglia (privati) o il Contratto di Prestazione Occasionale (aziende con meno di 5 dipendenti).

Stage/tirocinio: non è un contratto di lavoro, è formazione. In Lazio l'indennità minima per tirocini extracurriculari è 800 euro al mese (Legge Regionale 4/2024).

Prima di firmare: cosa leggere nel contratto

Ogni contratto scritto deve contenere: i tuoi dati e quelli del datore, la mansione e il livello di inquadramento, il CCNL applicato, il luogo di lavoro, l'orario, la retribuzione lorda, la durata del periodo di prova, e la data di inizio (più la data di fine, se determinato).

Prima di firmare, controlla il CCNL sul sito cnel.it e verifica che il livello e lo stipendio corrispondano ai minimi contrattuali. Se hai dubbi, un patronato o un sindacato ti leggono il contratto gratuitamente.

Errori da evitare

  1. Iniziare a lavorare senza contratto firmato. Senza firma sei in lavoro nero: niente tutele, niente contributi, e il datore rischia sanzioni penali.
  2. Firmare le dimissioni in bianco all'assunzione. Alcuni datori scorretti le chiedono come "garanzia". È una pratica illegale: non farlo mai.
  3. Accettare un "periodo di prova gratuito". La prova si svolge con contratto regolare e retribuzione piena. Non esiste la prova non pagata.

Casi particolari

Straniero che cambia datore: con permesso di soggiorno per lavoro, puoi cambiare azienda liberamente — basta che il nuovo datore invii la comunicazione UNILAV. Se perdi il lavoro, hai un anno di tempo per trovarne uno nuovo prima che il permesso risulti non più valido per queste ragioni.

Donna incinta: è vietato licenziarla dalla scoperta della gravidanza fino al compimento del primo anno di vita del bambino, salvo giusta causa o cessazione dell'attività aziendale.

Lavoro stagionale: rientra in una categoria a parte (DPR 1525/1963). Non si conteggia nel limite dei 24 mesi del contratto a termine.

Contratto verbale o lavoro nero: il datore rischia sanzioni da 1.800 a 43.200 euro. Il lavoratore mantiene in ogni caso il diritto al salario e ai contributi: puoi rivolgerti all'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Roma, in Via Cesare De Lollis 12 (tel. 06 49801).

Dimissioni volontarie: dal 2016 devono essere inviate in forma telematica tramite cliclavoro.gov.it con SPID. Senza procedura online, le dimissioni non hanno effetto. I patronati lo fanno gratuitamente.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: Codice Civile artt. 2094-2134, DLgs 81/2015 (Jobs Act), DLgs 23/2015, DL 87/2018 conv. L. 96/2018 (Decreto Dignità), DL 48/2023 conv. L. 85/2023 (Decreto Lavoro), L. 604/1966, L. 300/1970, DLgs 152/1997, DLgs 104/2022.