TFR: cos'è la liquidazione e quando la ricevi
Il TFR matura ogni mese ma lo ricevi solo alla fine del lavoro. Scopri come si calcola, dove va a finire e come chiedere un anticipo.
Cos'è in due righe
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), detto anche "liquidazione" o "buonuscita", è una somma che il datore mette da parte ogni mese per te. Non la ricevi nel normale stipendio: la ricevi tutta insieme quando il rapporto di lavoro finisce, per qualsiasi motivo. Chi lavora 15 anni con uno stipendio medio di 1.800 euro lordi al mese arriva ad accumulare circa 25.000-30.000 euro lordi di TFR. È un diritto irrinunciabile: non puoi rinunciarvi, e nessun contratto può toglierlo.
In sintesi
| Costo | Nessuno per il lavoratore. La tassazione è applicata direttamente dal datore. |
| Tempi | Pagamento: 30-90 giorni dalla fine del rapporto (varia per CCNL). Fondo Tesoreria INPS: 30 giorni dalla domanda. |
| Dove a Roma | INPS (Via Ciro il Grande 21, EUR); patronati CGIL, CISL, UIL, ACLI per assistenza gratuita. |
| Documenti | Buste paga, CU, lettera di cessazione; per il Fondo Garanzia: atto di ammissione al passivo (in caso di fallimento). |
Come si calcola il TFR
La formula è semplice: ogni anno il datore accantona il tuo stipendio lordo annuo diviso 13,5. Questo corrisponde a circa il 7,41% della retribuzione annua.
Esempio pratico:
- Stipendio lordo annuo: 24.000 euro (tredicesima inclusa)
- TFR maturato in un anno: 24.000 / 13,5 = 1.778 euro
- Dopo 10 anni: circa 17.780 euro lordi (prima della rivalutazione)
Nel calcolo rientrano quasi tutte le voci dello stipendio: paga base, scatti, tredicesima, straordinari, premi di produzione. Non rientrano i rimborsi spese documentati e i buoni pasto entro la soglia esente.
Ogni anno, il TFR già maturato viene rivalutato con un tasso pari all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento ISTAT dei prezzi al consumo. Se l'inflazione annua è del 3%, la rivalutazione è del 3,75%. Su questa rivalutazione il datore versa annualmente un'imposta sostitutiva del 17%.
Dove va a finire il TFR ogni mese
Hai tre possibilità, e la scelta va fatta entro i primi 6 mesi dall'assunzione.
TFR in azienda (datore con meno di 50 dipendenti): il datore tiene la somma nelle proprie casse e te la eroga a fine rapporto. Se l'azienda fallisce prima, interviene il Fondo di Garanzia INPS (istituito dalla L. 297/1982): paga il TFR entro 60 giorni dall'insolvenza accertata.
Fondo Tesoreria INPS (datore con 50 o più dipendenti): per legge (L. 296/2006), il TFR maturando viene versato mensilmente all'INPS. I tuoi soldi sono al sicuro anche se l'azienda chiude. Puoi verificare il tuo saldo con SPID sul Cassetto Previdenziale INPS.
Previdenza complementare (fondo pensione): puoi scegliere di versare il TFR a un fondo di categoria (Cometa per i metalmeccanici, Fonte per il commercio, Fonchim per i chimici, Espero per la scuola, Perseo Sirio per il pubblico impiego) o a un fondo aperto. I vantaggi: tassazione ridotta al 9-15% (invece dell'aliquota ordinaria), rendimenti potenzialmente più alti, e spesso un contributo aggiuntivo del datore (di solito 1-2%). Lo svantaggio: i soldi rimangono vincolati fino alla pensione, salvo anticipi.
Attenzione alla regola del "silenzio-assenso" (DLgs 252/2005): se dopo 6 mesi dall'assunzione non hai scelto, il TFR viene destinato automaticamente al fondo pensione di categoria del tuo settore.
Quando ricevi il TFR
Il TFR viene pagato in ogni caso di fine rapporto:
- Dimissioni volontarie (anche senza giusta causa)
- Licenziamento (per qualsiasi motivo)
- Scadenza del contratto a termine
- Pensionamento
- Morte del lavoratore (va al coniuge, ai figli o agli eredi)
- Risoluzione consensuale
- Fallimento dell'azienda (tramite Fondo di Garanzia INPS)
I tempi dipendono dal CCNL: il Commercio prevede 45 giorni dalla cessazione, i Metalmeccanici fino a 90 giorni, i Pubblici Esercizi 30-60 giorni. Per il pubblico impiego i tempi sono più lunghi: fino a 12 mesi per importi tra 50.000 e 100.000 euro, fino a 24 mesi per importi superiori.
Se il datore non paga entro i termini: manda una lettera raccomandata di diffida. Se non risponde, puoi chiedere un decreto ingiuntivo al Giudice del Lavoro oppure, in caso di fallimento, presentare domanda al Fondo di Garanzia INPS.
Come viene tassato il TFR
Il TFR non viene sommato agli altri redditi: ha una tassazione separata con aliquota calcolata sulla media degli ultimi 5 anni di reddito. In pratica:
- Stipendi medi (24.000-28.000 euro annui): aliquota TFR circa 18-23%
- Stipendi alti (40.000-50.000 euro): aliquota circa 30-35%
- TFR versato a previdenza complementare: tassazione 9-15% (molto più conveniente)
Il datore calcola e versa le tasse: tu ricevi il netto.
Puoi chiedere un anticipo mentre lavori
Hai diritto a chiedere fino al 70% del TFR maturato prima della fine del rapporto, ma solo se hai almeno 8 anni di anzianità con lo stesso datore e solo una volta nella carriera. I motivi ammessi sono: spese sanitarie straordinarie (tue o di un familiare), acquisto o ristrutturazione della prima casa, congedo parentale o per formazione.
Per chi ha versato il TFR a un fondo pensione, le condizioni sono leggermente diverse: puoi richiedere il 75% per acquisto o ristrutturazione prima casa (dopo 8 anni) o per spese sanitarie (in qualunque momento), e il 30% per altre esigenze personali (dopo 8 anni).
La procedura: domanda scritta al datore con documenti giustificativi (preventivo sanitario, atto notarile per la casa). Il datore risponde di norma entro 60-90 giorni.
Errori da evitare
- Firmare una "rinuncia al TFR". Non è possibile: il TFR è un diritto irrinunciabile stabilito dal Codice Civile. Qualsiasi documento che firmi in questo senso è nullo.
- Ricevere il TFR in contanti fuori busta. Ogni pagamento deve risultare sul cedolino e sulla CU. Senza documentazione, non puoi provare di averlo ricevuto.
- Non conservare le buste paga. Sono la prova del TFR maturato. Tienile tutte per almeno 10 anni dalla cessazione del rapporto.
Casi particolari
Stranieri che lasciano l'Italia: il diritto al TFR rimane anche se torni nel tuo Paese. Comunica al datore un IBAN dove ricevere il pagamento (può essere italiano o estero).
Dipendenti pubblici assunti prima del 31/12/2000: si applica il regime TFS (Trattamento di Fine Servizio), gestito da INPS Gestione Dipendenti Pubblici con calcolo diverso (80% della retribuzione per gli anni di servizio). Per i nuovi assunti dal 1° gennaio 2001 il regime è uguale al privato.
Trasferimento d'azienda: il TFR maturato con il vecchio datore passa al nuovo datore (art. 2112 c.c.). Non perdi nulla.
TFR non pagato e prescrizione: il diritto al TFR si prescrive in 5 anni dalla data in cui era dovuto (art. 2948 c.c.). Per interrompere la prescrizione basta una lettera raccomandata al datore.
Fonti ufficiali
- INPS — TFR
- INPS — Fondo di Tesoreria
- INPS — Fondo di Garanzia TFR
- Agenzia delle Entrate — Lavoro dipendente
- COVIP — Vigilanza fondi pensione
- Ministero del Lavoro
Riferimenti normativi: Codice Civile art. 2120 e 2122 (L. 297/1982), L. 296/2006 art. 1 c. 755-756, DLgs 252/2005, DPCM 20/12/1999, DL 78/2010 art. 12, Direttiva UE 2008/94/CE.