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Cittadinanza italiana a Roma: quanto ci vuole davvero?

Da 2 a 4 anni di attesa, una delle Prefetture più congestionate d'Italia. Ecco i tempi reali, le fasi del percorso e quando puoi fare ricorso al TAR Lazio.

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Cos'è in due righe

La legge fissa un termine massimo di 36 mesi per ottenere risposta sulla domanda di cittadinanza italiana. A Roma, nella pratica, i tempi variano tra i 18 e i 42 mesi a seconda del tipo di cittadinanza e della completezza dei tuoi documenti. Se dopo 36 mesi non hai ancora risposta, puoi agire legalmente.

In sintesi

Costo Pratica gratuita. Ricorso TAR Lazio: 300 € contributo unificato + 27 € marca da bollo + 1.500-4.000 € avvocato
Tempi Matrimonio: 18-30 mesi. Naturalizzazione extra-UE: 30-42 mesi. Termine massimo di legge: 36 mesi
Dove a Roma Prefettura di Roma — Via Ostiense 131/L. Pratica online via portale ALI
Documenti Numero pratica K1 (matrimonio) o K10 (naturalizzazione), ricevuta presentazione, credenziali portale ALI

I tempi reali a Roma, categoria per categoria

Quando presenti la domanda sul portale ALI, ricevi un numero pratica: K1 per la cittadinanza per matrimonio, K10 per la naturalizzazione. Da quel momento parte il conto.

Questi sono i tempi medi registrati a Roma tra il 2020 e il 2025:

Tipo di cittadinanza Tempi medi Prefettura Roma
Matrimonio (art. 5) 18-30 mesi
Matrimonio con figli minori 12-24 mesi
Naturalizzazione UE (4 anni residenza) 24-36 mesi
Naturalizzazione extra-UE (10 anni) 30-42 mesi
Apolidi e rifugiati (5 anni) 24-36 mesi
Italo-discendenti (3 anni) 24-36 mesi

Roma è una delle Prefetture più congestionate d'Italia. Il numero di pratiche aperte è molto alto, e questo si riflette direttamente sui tempi di istruttoria.

Come funziona il percorso (fase per fase)

Mese 0 — Presentazione online. Invii la domanda sul portale ALI e ricevi il numero pratica. Da questo giorno decorrono i 36 mesi di legge.

Mesi 1-12 — Istruttoria Prefettura. La Prefettura di Roma, Area III Cittadinanza, controlla i tuoi documenti, può chiederti integrazioni (hai 30 giorni per rispondere), ti può convocare a colloquio e chiede pareri a Questura e ASL. Questa fase a Roma dura spesso tra i 12 e i 24 mesi.

Mesi 12-24 — Trasmissione al Ministero. Il fascicolo passa al Ministero dell'Interno - DLCI. A Roma, questa trasmissione avviene in media dopo circa 18 mesi dalla domanda.

Mesi 18-30 — Istruttoria ministeriale. Il Ministero verifica l'assenza di motivi ostativi alla sicurezza, consulta banche dati e, nei casi più delicati, il Consiglio di Stato.

Mesi 24-36 — Decreto. Per la naturalizzazione viene emesso un Decreto del Presidente della Repubblica. Per la cittadinanza per matrimonio, un Decreto del Ministro dell'Interno.

Dopo il decreto — Notifica e giuramento. Quando la Prefettura ti notifica il decreto, hai 6 mesi perentori per il giuramento davanti all'ufficiale di stato civile. Da quel giorno sei cittadino italiano. Attenzione: se lasci scadere questi 6 mesi, il decreto perde efficacia e devi ricominciare da zero.

Monitorare la pratica e sollecitare

Puoi controllare lo stato della tua pratica in qualsiasi momento accedendo al portale ALI con le tue credenziali. Gli stati possibili sono: "In istruttoria", "Trasmessa al Ministero", "In attesa decreto", "Decreto emesso — in notifica", "Pratica conclusa".

Ogni 3-6 mesi è utile verificare lo stato. Se noti che la pratica è ferma per molto tempo nella stessa fase, puoi inviare un sollecito via PEC alla Prefettura di Roma: cittadinanza.prefrm@interno.it. Non è garantito che acceleri i tempi, ma è un tuo diritto.

Se cambi indirizzo, email o numero di telefono durante l'istruttoria, comunicalo subito alla Prefettura. Se non riescono a contattarti, la pratica si blocca.

Quando puoi fare ricorso al TAR Lazio

Se sono passati 36 mesi dalla presentazione della domanda e non hai ancora ricevuto né la concessione né il diniego, puoi ricorrere al TAR Lazio per "silenzio inadempimento" (art. 117 del Codice del processo amministrativo).

Per farlo servono: un avvocato amministrativista iscritto all'Ordine di Roma, la procura alle liti, il contributo unificato di 300 euro e la marca da bollo da 27 euro sull'atto. I ricorsi si depositano telematicamente tramite il Processo Amministrativo Telematico.

Il TAR fissa udienza entro 90 giorni e, dopo la sentenza, ordina al Ministero di provvedere entro 90-120 giorni. In totale, dal ricorso al decreto finale passano di solito 6-12 mesi.

Importante: i 36 mesi partono dalla data di presentazione online, non dalla data in cui hai consegnato i documenti fisici. Se durante l'istruttoria ti è stata chiesta un'integrazione e hai aspettato a rispondere, quel periodo di attesa sospende il termine.

Errori da evitare

  1. Non rispondere alle richieste di integrazione in tempo. Hai 30 giorni. Se non rispondi, il rigetto è quasi certo e perdi il tuo posto in coda. Leggi ogni comunicazione dalla Prefettura con attenzione.
  2. Non fare il giuramento entro 6 mesi. Questo errore è irreversibile: il decreto decade e devi presentare una nuova domanda. Appena ricevi la notifica, prenota subito il giuramento al Comune.
  3. Credere a chi promette di accelerare la pratica. Le pratiche seguono ordine cronologico. Nessun intermediario, consulente o "patronato magico" può velocizzarla. Rivolgiti solo a patronati riconosciuti come ACLI, INCA, ITAL o INAS, o ad associazioni come ASGI.

Casi particolari

Hai ricevuto un decreto di rigetto. Puoi fare ricorso ordinario al TAR Lazio entro 60 giorni dalla notifica del diniego, oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Queste due strade sono alternative, non cumulabili. In alternativa, se le cause ostative sono venute meno, puoi presentare una nuova domanda.

Sei straniero proveniente da Paesi a rischio sicurezza. I controlli da parte delle agenzie di intelligence (AISI/AISE) possono allungare i tempi anche oltre i 36 mesi. In questi casi il superamento del termine è legalmente giustificato.

Hai cambiato residenza durante la pratica. Se ti sei trasferito da Roma a un altro Comune italiano, la pratica resta alla Prefettura di Roma. Aggiorna solo l'indirizzo per le notifiche. Se ti trasferisci all'estero, la pratica potrebbe essere riassegnata al consolato.

Cambio di governo e nuove riforme. I termini di legge sono cambiati quattro volte negli ultimi vent'anni (l'ultima riforma significativa è del 2020). Si applica la legge vigente al momento della decisione, non al momento della domanda. Tieni d'occhio eventuali nuove norme.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: Legge 5 febbraio 1992 n. 91 art. 8; Legge 7 agosto 1990 n. 241; DL 4 ottobre 2018 n. 113 conv. L. 132/2018; DL 21 ottobre 2020 n. 130 conv. L. 173/2020; D.lgs. 104/2010 art. 117.