Regime forfettario: come funziona il 5% e il 15% in Italia
Partita IVA leggera, una sola imposta, zero IVA in fattura. Chi può accedervi, come funziona il calcolo e gli errori da non fare.
Cos'è in due righe
Il regime forfettario è il regime fiscale più semplice per chi lavora in proprio in Italia. Paghi una sola imposta: 5% per i primi 5 anni di una nuova attività, poi 15% dal sesto anno. Non applichi l'IVA in fattura, non tieni registri contabili complessi e il limite annuo di ricavi è 85.000 EUR. Accessibile anche agli stranieri residenti fiscalmente in Italia.
In sintesi
| Costo apertura P.IVA | Gratuita |
| Imposta sostitutiva | 5% (primi 5 anni nuova attività) o 15% |
| Limite ricavi | 85.000 EUR/anno |
| Dove aprire P.IVA | Agenzia delle Entrate online con SPID/CIE, modello AA9/12 |
| Tempi | Apertura P.IVA immediata |
| Adempimenti principali | Fattura elettronica obbligatoria, dichiarazione annuale quadro LM |
Come funziona il calcolo dell'imposta
Il regime forfettario non tassa le spese reali. Al posto di dedurle, si applica ai tuoi ricavi un coefficiente di redditività che varia in base al tipo di attività (codice ATECO). Il risultato è il reddito imponibile, su cui poi si calcola l'imposta.
| Tipo di attività | Coefficiente |
|---|---|
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio (45-46-47) | 40% |
| Servizi alloggio e ristorazione (55-56) | 40% |
| Industrie alimentari e bevande (10-11) | 40% |
| Costruzioni e attività immobiliari (41-43, 68) | 86% |
| Intermediari del commercio (46.1) | 62% |
| Professionisti, consulenti, sanitari, istruzione (64-75, 85-88) | 78% |
| Altre attività (artigiani, servizi alla persona, ecc.) | 67% |
Esempio pratico: sei un consulente con codice ATECO 74.90.
- Compensi incassati nel 2025: 30.000 EUR
- Coefficiente: 78% → reddito imponibile: 23.400 EUR
- Contributi INPS deducibili: 6.000 EUR → reddito netto: 17.400 EUR
- Imposta al 15%: 2.610 EUR — oppure al 5% (start-up): 870 EUR
Chi può accedere al 5% per i primi 5 anni
L'aliquota agevolata al 5% si applica se rispetti tutte queste condizioni al momento dell'apertura:
- Non hai esercitato nei 3 anni precedenti attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare.
- La nuova attività non è la semplice prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente (salvo il praticantato obbligatorio per legge).
- Se stai continuando l'attività di un altro soggetto, i ricavi di quell'attività nell'anno precedente non superavano 85.000 EUR.
Il quinquennio decorre dalla data di apertura della P.IVA. Esempio: se apri il 1° luglio 2026, resti al 5% fino al 31 dicembre 2030, poi passi al 15%.
Requisiti per entrare nel regime
Per accedere al forfettario nel 2026 devi soddisfare tutti questi requisiti riferiti al 2025:
- Ricavi o compensi entro 85.000 EUR: per i professionisti vale il criterio di cassa (quando incassi), per le imprese quello di competenza (data fattura).
- Spese per lavoro dipendente o collaboratori max 20.000 EUR lordi nell'anno precedente.
- Nessuna causa di esclusione (vedi sezione dedicata).
Attenzione alla soglia dei 100.000 EUR: se la superi nel corso dell'anno, esci dal regime immediatamente e devi applicare l'IVA già dagli incassi successivi. Tra 85.000 e 100.000 EUR, invece, esci dall'anno seguente.
Come aprire la partita IVA in regime forfettario
Nuova apertura: compila il modello AA9/12 online sul sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID o CIE, oppure recati allo sportello. Indica il codice ATECO della tua attività, barra la casella "regime forfettario" e specifica se hai i requisiti per l'aliquota al 5%. Ricevi la partita IVA immediatamente.
Passaggio dal regime ordinario: se hai già una P.IVA in regime ordinario e nell'anno precedente rispettavi i requisiti, puoi passare al forfettario semplicemente iniziando a fatturare senza IVA dal 1° gennaio del nuovo anno. La comunicazione avviene nel quadro VO della dichiarazione IVA dell'ultimo anno ordinario. Tieni presente che dovrai rettificare l'IVA detratta su beni invenduti e cespiti.
Stranieri residenti fiscalmente in Italia: possono accedere al forfettario i cittadini italiani, i cittadini UE residenti e i cittadini extra-UE con permesso di soggiorno. Possono accedervi anche i cittadini di paesi SEE (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) che producono in Italia almeno il 75% del proprio reddito. Chi non è residente in Italia è invece escluso.
Obblighi del forfettario
Anche con la contabilità semplificata, ci sono alcune cose che devi fare:
- Fattura elettronica: obbligatoria dal 1° gennaio 2024 per tutti i forfettari, via Sistema di Interscambio (SDI). Su ogni fattura devi inserire la dicitura: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89 della Legge n. 190/2014 - regime forfettario".
- Imposta di bollo: 2 EUR su ogni fattura superiore a 77,47 EUR, da versare trimestralmente con F24 codice 2521.
- Dichiarazione annuale: modello Redditi PF, quadro LM. Non si presenta la dichiarazione IVA né gli ISA.
- Contributi INPS: il forfettario non ti esenta dai contributi previdenziali. I professionisti senza cassa si iscrivono alla Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% nel 2025). Artigiani e commercianti versano contributi fissi (circa 4.292-4.310 EUR annui) più una percentuale sull'eccedenza. I contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile.
Chi non può usare il regime forfettario
Sei escluso se nell'anno precedente ricadevi in una di queste situazioni:
- Utilizzi regimi IVA speciali (agricoltura, editoria, agenzie viaggi, ecc.)
- Non sei residente in Italia (con la sola eccezione SEE al 75%)
- Cedi prevalentemente fabbricati o terreni edificabili
- Partecipi contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari
- Controlli una SRL che esercita un'attività riconducibile alla tua
- Hai percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 EUR lordi (salvo se il rapporto è cessato nell'anno)
- Fatturi prevalentemente verso il tuo datore di lavoro attuale o cessato negli ultimi 2 anni
Errori da evitare
- Non dimenticare la dicitura in fattura. Senza la formula "regime forfettario art. 1 c. 54-89 L. 190/2014", il cliente potrebbe applicare la ritenuta d'acconto e creare problemi nella tua dichiarazione.
- Non addebitare mai l'IVA per errore. Se per sbaglio la aggiungi in fattura, devi versarla all'Erario e rischi di perdere il regime agevolato.
- Non dimenticare gli acconti INPS e imposta sostitutiva. Vanno versati con F24 a giugno (primo acconto, codice 1790) e novembre (secondo acconto, codice 1792). Il saldo finale è a giugno dell'anno successivo (codice 1791). Saltare queste scadenze comporta sanzioni e interessi.
Casi particolari
Dipendente + partita IVA forfettaria: si può fare, ma con due limiti. Il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non deve superare 30.000 EUR lordi (salvo cessazione del rapporto). E la tua fatturazione verso il datore di lavoro attuale o cessato negli ultimi 2 anni non deve superare il 50% del totale.
Cambio codice ATECO durante i 5 anni: il quinquennio agevolato al 5% decorre dalla data di apertura della P.IVA, non dal codice ATECO. Cambiare attività durante i 5 anni non azzera il contatore.
Uscita e rientro nel regime: esci dal forfettario l'anno successivo se superi 85.000 EUR, o immediatamente se superi 100.000 EUR. Puoi rientrare nell'anno successivo al ripristino dei requisiti.
Riduzione INPS per artigiani e commercianti: la riduzione del 35% dei contributi (prevista dall'art. 1 c. 77 L. 190/2014) non è automatica. Devi richiederla espressamente tramite il cassetto previdenziale INPS.
Fonti ufficiali
- Agenzia Entrate - Regime forfetario
- Agenzia Entrate - Info generali regime forfetario
- Circolare AdE 10/E/2016
- Normattiva - Legge 190/2014
- INPS - Gestione Separata
Riferimenti normativi: L. 190/2014 art. 1 commi 54-89; L. 197/2022 art. 1 commi 54-55; L. 213/2023; L. 207/2024; Circolare AdE 10/E/2016; Circolare AdE 9/E/2019; Circolare AdE 32/E/2023.