RomaFacile.
Inizia
Burocrazia & documenti

Asilo e protezione internazionale a Roma: come funziona davvero

Se rischi persecuzioni o violenze nel tuo Paese, hai diritto a chiedere protezione in Italia. La procedura passo-passo, i tuoi diritti, dove andare a Roma.

·
asiloprotezione-internazionalestatus-rifugiatocommissione-territoriale-romaquestura-immigrazione

Cos'è in due righe

Se nel tuo Paese rischi persecuzioni per razza, religione, nazionalità, opinioni politiche o appartenenza a un gruppo sociale — oppure sei in pericolo a causa di guerra, tortura o trattamenti inumani — hai il diritto di chiedere protezione internazionale in Italia. La domanda si presenta all'Ufficio Immigrazione della Questura di Roma (Via Teofilo Patini 23) o alla Polizia di Frontiera se sei appena arrivato. Dal momento in cui manifesti la volontà, nessuno può rimpatriarti finché la procedura non si conclude.

In sintesi

Costo Gratuito. Il permesso per richiesta asilo è esente da contributo.
Tempi Verbalizzazione: entro 3-10 giorni lavorativi. Audizione in Commissione: teoricamente 30 giorni, nella realtà spesso 6-18 mesi.
Dove a Roma Questura — Via Teofilo Patini 23, 00155 Roma (quartiere Tor Sapienza).
Documenti Non servono documenti per avviare la domanda. Se li hai, portali tutti: passaporto, certificato di nascita, prove dei rischi subiti.

Le tre forme di protezione: cosa ottieni

In Italia esistono tre forme principali di protezione, con diritti e durata diversi.

Lo status di rifugiato è il più solido. Lo ottieni se hai un fondato timore di essere perseguitato per razza, religione, nazionalità, opinioni politiche o appartenenza a un gruppo sociale (incluso genere e orientamento sessuale). Ti dà un permesso di soggiorno valido 5 anni, rinnovabile, con diritto al lavoro, allo studio, al ricongiungimento familiare e un documento di viaggio per rifugiati. Dopo 5 anni di residenza legale puoi chiedere la cittadinanza italiana.

La protezione sussidiaria è per chi non rientra nella definizione di rifugiato ma rischia un danno grave: condanna a morte, tortura, trattamenti inumani, o violenza generalizzata in un conflitto armato. Anche qui il permesso dura 5 anni ed è rinnovabile, con gli stessi diritti fondamentali del rifugiato.

La protezione speciale è una forma residuale prevista dalla Costituzione italiana. Si ottiene quando esiste un rischio concreto di tortura o trattamenti inumani, o quando il rimpatrio violerebbe obblighi internazionali. Il permesso dura 2 anni ed è rinnovabile; in certi casi è convertibile in permesso per lavoro o per motivi familiari. Attenzione: questa forma è stata modificata più volte (DL 113/2018, DL 130/2020, DL 20/2023): verifica la normativa vigente al momento della tua domanda.

Procedura passo-passo

Fase 1 — Manifesta la volontà. Vai all'Ufficio Immigrazione della Questura in Via Teofilo Patini 23, oppure presentati alla Polizia di Frontiera se arrivi in porto, aeroporto o valico. Basta dichiarare, anche oralmente, "chiedo asilo" o "chiedo protezione internazionale". Da quel momento sei un richiedente asilo e non puoi essere espulso.

Fase 2 — Identificazione. La Questura raccoglie foto e impronte digitali (sistema Eurodac). Verifica anche se hai già chiesto asilo in un altro Paese UE (regolamento Dublino III): se sei stato fotosegnalato altrove, quello Stato potrebbe essere competente per la tua domanda. Il trasferimento è impugnabile.

Fase 3 — Verbalizzazione (modello C3). Entro 3 giorni lavorativi (10 in casi complessi) la Questura compila il modello C3 con i tuoi dati, il percorso migratorio e i motivi della fuga. Hai diritto a un interprete gratuito. Chiedi sempre copia del modello C3 in una lingua che capisci.

Fase 4 — Permesso per richiesta asilo. La Questura rilascia prima un cedolino/ricevuta, poi un permesso di soggiorno cartaceo valido 6 mesi, rinnovabile fino alla decisione. Ti viene attribuito anche il codice fiscale e puoi iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale. Dopo 60 giorni dalla domanda hai il diritto di lavorare regolarmente.

Fase 5 — Accoglienza. Se non hai mezzi tuoi, chiedi accoglienza alla Prefettura. Ti inseriranno in un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) o, se hai vulnerabilità particolari, in un SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione). I servizi includono vitto, alloggio, assistenza legale, corsi di italiano e orientamento al lavoro.

Fase 6 — Audizione in Commissione Territoriale. Ricevi una convocazione (per posta o tramite il centro di accoglienza) per presentarti alla Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale di Roma — verifica l'indirizzo aggiornato su commissioneasilo.it. L'audizione dura 1-3 ore: racconti la tua storia, le ragioni della fuga, i rischi in caso di rimpatrio. Hai diritto a un interprete gratuito, a un avvocato di fiducia o gratuito (patrocinio a spese dello Stato), e puoi chiedere un commissario e un interprete dello stesso sesso se sei donna o hai vissuto violenze.

Fase 7 — Decisione. La Commissione comunica per iscritto il riconoscimento dello status, la protezione sussidiaria, la protezione speciale, oppure il rigetto. In caso di rigetto puoi fare ricorso al Tribunale di Roma — Sezione Specializzata Immigrazione entro 30 giorni (15 giorni se sei trattenuto o provieni da un Paese di origine sicuro).

Errori da evitare

  1. Accettare di pagare qualcuno per "presentare la domanda". La procedura di asilo è completamente gratuita e si avvia solo in Questura o alla Polizia di Frontiera. Chiunque ti chieda soldi per questo servizio sta commettendo una truffa.
  2. Non comunicare il cambio di indirizzo. Le convocazioni arrivano all'ultimo indirizzo noto. Se non ricevi la convocazione per l'audizione, rischi che la tua domanda sia considerata rinunciata. Aggiorna sempre la Questura, la Commissione e il tuo avvocato.
  3. Lasciare l'Italia durante la procedura senza autorizzazione. Rischi di perdere la domanda. Non partire senza aver prima verificato con un avvocato o operatore legale.

Casi particolari

Sei un minore non accompagnato. Non puoi essere trattenuto in centri chiusi. Il Tribunale per i Minorenni nomina un tutore volontario, sei inserito in strutture dedicate, e l'audizione avviene con la presenza del tutore.

Sei vittima di tortura, violenza o tratta. Hai diritto a garanzie speciali in audizione (commissario formato, interprete dello stesso sesso, pause, ambiente protetto) e puoi chiedere il rinvio dell'audizione per motivi sanitari. Contatta il Numero Anti-Tratta 800 290 290 (attivo 24/7) o un'organizzazione specializzata.

La tua domanda Dublino rischia il trasferimento. Se l'Italia chiede a un altro Paese UE di prenderti in carico, hai 15 giorni dalla notifica per impugnare il trasferimento al Tribunale. Chiedi assistenza legale subito.

Hai già avuto un diniego. Puoi presentare una domanda reiterata solo se hai elementi nuovi non disponibili prima. La Commissione decide prima sull'ammissibilità.

Sei rifugiato riconosciuto e vuoi il ricongiungimento familiare. Per rifugiati e sussidiari il ricongiungimento è agevolato: non serve dimostrare reddito o alloggio per i familiari del nucleo originario, se li richiedi entro 90 giorni dal riconoscimento. La domanda va alla Prefettura — Sportello Unico Immigrazione (Via Ostiense 131/L).

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: art. 10 Costituzione italiana, Convenzione di Ginevra 28/07/1951 e Protocollo di New York 1967, D.Lgs 28/01/2008 n. 25 (procedure asilo), D.Lgs 19/11/2007 n. 251 (qualifiche rifugiato e protezione sussidiaria), D.Lgs 18/08/2015 n. 142 (accoglienza), D.Lgs 25/07/1998 n. 286 art. 19 (protezione speciale), Regolamento UE 604/2013 Dublino III, DL 10/03/2023 n. 20 conv. L. 50/2023 (decreto Cutro).