RomaFacile.
Inizia
Lavoro & fisco

Partita IVA a Roma: forfettario o ordinario, come scegliere e aprirla

Aprire la Partita IVA è gratis. Il regime forfettario ti fa pagare il 5% o il 15% invece dell'IRPEF. Ecco tutto quello che devi sapere.

·
partita-ivaforfettarioATECOGestione-Separata-INPSregime-ordinario

Cos'è in due righe

La Partita IVA è il numero di 11 cifre che ti identifica come lavoratore autonomo o titolare di impresa. Ti serve per fatturare in modo continuativo, aprire un'attività commerciale o esercitare una professione. Aprirla è completamente gratuita. Il regime fiscale che scegli — forfettario o ordinario — determina quanto paghi di tasse ogni anno.

In sintesi

Costo apertura Gratis (P.IVA semplice). Impresa individuale: 18€ bollo + 90€ diritti CCIAA + 88-200€ diritto annuale
Tempi Online con SPID/CIE: immediato. Cartacea allo sportello: 5-15 giorni
Dove a Roma Agenzia delle Entrate (7 uffici, su appuntamento) o online su agenziaentrate.gov.it
Modulo AA9/12 (persone fisiche) — compilabile online
Documenti Documento d'identità, Codice Fiscale, codice ATECO scelto

Forfettario o ordinario: la differenza concreta

Se i tuoi ricavi annuali non superano 85.000€ e rispetti le condizioni di accesso, puoi scegliere il regime forfettario. In questo regime:

  • Non addebiti IVA nelle fatture e non la versi all'Erario
  • Non paghi IRPEF né addizionali regionali o comunali
  • Non sei soggetto a IRAP
  • Paghi una sola imposta sostitutiva: il 5% per i primi 5 anni se l'attività è nuova e non prosegue una precedente (cosiddetta startup), poi 15% dal sesto anno in poi

L'imposta non si applica sull'intero fatturato ma su una quota di esso, definita dal coefficiente di redditività ATECO — una percentuale che varia tra il 40% e l'86% secondo il tipo di attività. Da quel risultato si sottraggono i contributi INPS pagati, e sull'importo netto si calcola l'aliquota.

Un esempio pratico: un consulente informatico (ATECO 62.02, coefficiente 67%) con 30.000€ di ricavi calcola un reddito imponibile di 20.100€, da cui sottrae 5.330€ di contributi INPS Gestione Separata. Sulla differenza di 14.770€ paga il 5% in regime startup: circa 738€ di imposta sostitutiva, per un totale di imposte e contributi di circa 6.068€ sull'anno.

Il regime ordinario si applica invece quando superi la soglia dei 85.000€, quando scegli di aderirvi volontariamente, o quando la tua attività non è compatibile con il forfettario. In questo regime paghi IRPEF a scaglioni (23% fino a 28.000€, 35% fino a 50.000€, 43% oltre), addizionali regionali Lazio (1,73-3,33%) e comunale Roma (0,9%), e addebiti IVA al 22% standard nelle tue fatture. La contabilità è più articolata: registri IVA, dichiarazioni LIPE trimestrali, dichiarazione IVA annuale, Modello Redditi.

Come aprire la Partita IVA passo per passo

Prima: scegli il codice ATECO

Il codice ATECO è la classificazione ISTAT della tua attività economica. Lo trovi sul sito istat.it. È fondamentale sceglierlo correttamente perché determina il coefficiente di redditività, la cassa previdenziale a cui iscriverti e gli eventuali obblighi verso la Camera di Commercio. Un codice sbagliato significa imposte calcolate in modo errato.

Apertura per lavoratori autonomi (no commercio né artigianato)

Compili il modulo AA9/12 dell'Agenzia delle Entrate. Puoi farlo in tre modi:

  1. Online con SPID o CIE sul portale Fisconline: è la modalità più rapida, il numero di P.IVA viene rilasciato immediatamente
  2. Allo sportello, su appuntamento presso uno dei 7 uffici territoriali di Roma (Roma 1-7), con modulo AA9/12 e documento d'identità
  3. Tramite commercialista o CAF, che inviano telematicamente: costo indicativo 50-150€

Apertura per artigiani, commercianti, imprese individuali

In questo caso si usa la procedura ComUnica attraverso il portale registroimprese.it: una pratica unica che apre la P.IVA, iscrive all'Albo della Camera di Commercio, e attiva la posizione INPS e INAIL in un solo passaggio. Richiede firma digitale e PEC, e si presenta tramite intermediario (commercialista, CNA, Confartigianato) o direttamente con assistenza della CCIAA.

Iscrizione previdenziale (entro 30 giorni)

Dopo aver aperto la P.IVA devi iscriverti alla cassa previdenziale corrispondente:

  • Gestione Separata INPS per consulenti, freelance, progettisti, copywriter, traduttori e tutti i professionisti senza un albo con cassa dedicata. L'aliquota 2025-2026 è il 26,07% del reddito (24% se hai già un'altra copertura previdenziale). L'iscrizione si fa solo online su inps.it con SPID o CIE
  • INPS Artigiani o Commercianti per chi ha usato la ComUnica: iscrizione automatica, con contributi fissi minimi annuali di circa 4.515€ (artigiani) o 4.550€ (commercianti) più percentuali sul reddito eccedente
  • Cassa professionale privata per chi esercita una professione con albo e cassa dedicata: Cassa Forense per avvocati, INARCASSA per architetti e ingegneri, CNPADC per commercialisti, ENPAM per medici, ENPAP per psicologi, e altre

Errori da evitare

  1. Pagare per aprire la P.IVA. Esistono siti che offrono "apertura P.IVA" a pagamento: l'apertura è gratuita. Se mai, paghi il commercialista per la consulenza, non per la pratica in sé.
  2. Scegliere il codice ATECO a caso. Il coefficiente di redditività cambia molto da un codice all'altro. Con un codice errato rischi di pagare imposte sbagliate o di dover correggere tutto in seguito.
  3. Dimenticarsi di iscriversi all'INPS. L'Agenzia delle Entrate non lo fa in automatico. Se non ti iscrivi entro i termini, l'INPS ti contesta i contributi arretrati con interessi e sanzioni.

Casi particolari

Stranieri extra-UE: per aprire la P.IVA devi avere un permesso di soggiorno che consente il lavoro autonomo — permesso per lavoro autonomo, permesso CE per lungo periodo, permesso familiare di cittadino UE, permesso per asilo o protezione sussidiaria. Il permesso per studio non è sufficiente, salvo deroghe specifiche.

Doppio lavoro dipendente + P.IVA: è possibile, ma devi verificare la clausola di esclusiva nel tuo contratto. I dipendenti pubblici a tempo pieno devono richiedere l'autorizzazione all'ente. Con il doppio lavoro, l'aliquota INPS Gestione Separata scende al 24%.

Accesso al forfettario con reddito da dipendente: puoi accedervi solo se il reddito da lavoro dipendente o pensione dell'anno precedente non supera 30.000€. Eccezione: se il rapporto di lavoro dipendente si è interrotto durante quell'anno.

Chiusura della P.IVA: si fa con lo stesso modulo AA9/12 (sezione "Cessazione") o con la ComUnica. È gratuita e va presentata entro 30 giorni dalla cessazione effettiva dell'attività.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: DPR 633/1972 artt. 35-35-ter; Legge 190/2014 art. 1 c. 54-89; Legge 197/2022; Legge 207/2024; DL 50/2017; Legge 335/1995 art. 2 c. 26.