RomaFacile.
Inizia
Scuola & famiglia

Registrare la nascita a Roma se sei straniero: guida passo passo

Anche senza permesso di soggiorno puoi registrare tuo figlio. Hai 3 giorni in ospedale oppure 10 giorni in Comune. Ecco come.

·
nascitaneonatistranieridichiarazione-nascitaanagrafe

Cos'è in due righe

Quando nasce un figlio in Italia, la legge obbliga a dichiarare la nascita al Comune entro pochi giorni. Questo vale per tutti, italiani, europei e stranieri, anche se non hai il permesso di soggiorno. Senza l'atto di nascita il bambino non esiste per lo Stato: niente medico di base, niente scuola, niente documenti.

In sintesi

Costo Gratis, in tutte le fasi.
Tempi Dichiarazione: 3 giorni in ospedale oppure 10 giorni all'Anagrafe. Atto di nascita: lo stesso giorno. Codice Fiscale + Tessera Sanitaria: 30-60 giorni a domicilio.
Dove a Roma Ufficio Stato Civile Centrale, Via Luigi Petroselli 50; oppure direzione sanitaria dell'ospedale dove è avvenuto il parto.
Documenti Modello rosa (attestazione di nascita), documento d'identità valido. Se sposati all'estero: atto di matrimonio tradotto e apostillato.

Due strade: ospedale o Comune

Hai due modi per dichiarare la nascita, e il primo è molto più semplice.

Strada 1 — In ospedale entro 3 giorni (consigliata). Quasi tutti gli ospedali romani hanno un ufficio nascite interno. La Direzione Sanitaria raccoglie la dichiarazione direttamente in reparto, di solito prima che tu venga dimessa. Firmi il modulo, l'ospedale trasmette la dichiarazione al Comune entro 10 giorni, e il Comune forma l'atto di nascita. Il tempo effettivo che dedichi tu: circa 5-10 minuti, ancora nel letto dell'ospedale.

Strada 2 — All'Anagrafe del Comune entro 10 giorni. Se non hai dichiarato in ospedale (parto in casa, uscita anticipata, altra situazione), devi recarti personalmente all'Ufficio Stato Civile di Roma Capitale, in Via Luigi Petroselli 50, oppure nel Municipio del tuo quartiere. Il termine di 10 giorni dalla nascita è perentorio: oltre quella data la dichiarazione è ancora possibile, ma viene considerata tardiva e comporta una segnalazione al Tribunale dei Minori con formalità aggiuntive.

Chi può fare la dichiarazione

Basta uno dei due genitori. Può farla anche il medico o l'ostetrica che ha assistito al parto, oppure il direttore sanitario dell'ospedale.

Se i genitori non sono sposati e vogliono che il bambino porti il cognome del padre o abbiano un riconoscimento congiunto, devono presentarsi entrambi davanti all'Ufficiale di Stato Civile.

Se sei straniero senza permesso di soggiorno, non ti preoccupare: la legge italiana garantisce a tutti l'accesso ai servizi di Stato Civile, indipendentemente dalla situazione regolare o irregolare. Non rischi nessuna denuncia (art. 6 c. 2 D.Lgs. 286/1998). Basta presentarsi con il passaporto del Paese d'origine e l'attestazione di nascita (il modello rosa).

Documenti necessari

Per tutti i genitori, italiani o stranieri:

  • Attestazione di nascita (modello rosa) rilasciata da medico o ostetrica. È indispensabile: senza di essa non si può procedere.
  • Documento d'identità in corso di validità (passaporto, carta d'identità, permesso di soggiorno con foto).

Se sei sposato e il matrimonio è stato celebrato all'estero, porta anche l'estratto dell'atto di matrimonio tradotto e legalizzato o apostillato, a meno che non sia già stato trascritto in un Comune italiano.

Se sei richiedente asilo o non hai il passaporto, basta una dichiarazione d'identità insieme alla ricevuta postale del permesso per richiesta asilo.

Cosa succede dopo la dichiarazione

Una volta formata la dichiarazione, l'Ufficio Stato Civile emette l'atto di nascita lo stesso giorno. Da quel momento puoi richiedere estratto o certificato di nascita, anche online tramite i servizi del Comune di Roma.

Se uno dei genitori è residente a Roma, il neonato viene iscritto d'ufficio nello stato di famiglia del genitore, senza che tu debba fare nulla.

Dopo qualche settimana il Comune trasmette i dati all'Agenzia delle Entrate, che genera automaticamente il codice fiscale del bambino. La Tessera Sanitaria arriva via posta al domicilio dichiarato entro 30-60 giorni, sempre gratis.

Per avere il pediatra di libera scelta, vai alla ASL del tuo Municipio con il codice fiscale del bambino e il tuo documento. L'iscrizione è gratuita e immediata. Anche i figli di genitori irregolari hanno diritto alle cure essenziali e ai vaccini.

Se sei straniero, dovresti comunicare la nascita anche al Consolato del tuo Paese in Italia per ottenere il riconoscimento della cittadinanza d'origine del bambino. Le procedure cambiano da Paese a Paese: contatta il Consolato di competenza.

Cognome e cittadinanza del neonato

Dal 2022, per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 131/2022, il figlio prende per default il cognome di entrambi i genitori nell'ordine da loro concordato. I genitori possono scegliere di usare solo uno dei due cognomi, dichiarandolo all'Ufficiale di Stato Civile.

Per la cittadinanza: l'Italia segue lo ius sanguinis, cioè la cittadinanza per discendenza. Il bambino nato in Italia da genitori stranieri prende la cittadinanza dei genitori, non quella italiana. Fanno eccezione i bambini nati da genitori apolidi o ignoti, che diventano italiani per evitare l'apolidia (art. 1 L. 91/1992). Tuttavia, se il bambino risiede legalmente in Italia senza interruzioni fino ai 18 anni, può chiedere la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento del 18° anno di età.

Errori da evitare

  1. Non aspettare oltre il decimo giorno. La dichiarazione tardiva complica la procedura con la segnalazione al Tribunale dei Minori. Se l'ospedale non l'ha raccolta, vai al Comune il prima possibile.
  2. Non perdere il modello rosa. L'attestazione di nascita rilasciata dal medico o dall'ostetrica è indispensabile. Senza di essa non puoi dichiarare la nascita. Conservala con cura fin dal momento del parto.
  3. Non credere al mito "mio figlio nato in Italia è italiano". In Italia vale lo ius sanguinis: la nascita sul territorio italiano da soli genitori stranieri non attribuisce la cittadinanza italiana al neonato.

Casi particolari

Parto in casa o fuori ospedale. Devi dichiarare entro 10 giorni all'Ufficio Stato Civile portando il certificato medico attestante il parto, oltre ai documenti usuali.

Madre che non vuole essere nominata. In Italia la madre può dichiarare di non voler essere nominata (art. 30 c. 1 DPR 396/2000). Il bambino viene registrato come figlio di genitori ignoti e affidato all'autorità giudiziaria minorile. Il diritto è garantito anche alle straniere.

Padre non presente alla dichiarazione. Il padre può riconoscere il figlio successivamente, anche dopo mesi, all'Ufficio Stato Civile. Il cognome può essere aggiunto con il consenso del minore se ha già compiuto 14 anni.

Genitori irregolari. Puoi dichiarare la nascita liberamente, senza rischi. La legge tutela l'accesso ai servizi di Stato Civile a tutti, senza distinzione di titolo di soggiorno (art. 6 c. 2 DL 286/1998 e Circolare Min. Interno 19/2009).

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: DPR 396/2000 artt. 28-38, DPR 223/1989 art. 7, Legge 91/1992, DL 286/1998 art. 6 c. 2, Sentenza Corte Costituzionale n. 131/2022, Circolare Min. Interno n. 19/2009.