Matrimonio civile a Roma con sposo straniero
Nulla osta, pubblicazioni, sedi e costi: tutto quello che devi sapere per sposarti al Comune di Roma quando uno degli sposi è straniero.
Cos'è in due righe
Il matrimonio civile a Roma si celebra davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune. Se uno degli sposi è straniero, la procedura aggiunge un passaggio fondamentale: il nulla osta consolare, cioè un documento che certifica che nel tuo Paese di origine sei libero di sposarti. Senza quel documento, il Comune non avvia nemmeno le pubblicazioni.
In sintesi
| Costo | Pubblicazioni: 2 marche da bollo da €16. Cerimonia in sala ordinaria: gratuita. Sale prestigiose (Campidoglio, ecc.): €300–€2.500+. |
| Tempi | Pubblicazioni: 8 giorni di affissione + 3 giorni per opposizioni. Poi hai 180 giorni per celebrare. Pianifica almeno 3 mesi prima. |
| Dove a Roma | Ufficio Centrale Stato Civile — Via Luigi Petroselli 50, 00186 Roma. Solo su appuntamento. |
| Documenti | Documento d'identità, Codice Fiscale, nulla osta consolare (legalizzato e tradotto), estratto di nascita |
I tre passi principali
Sposarti al Comune di Roma quando uno degli sposi è straniero si articola in tre fasi distinte.
Prima: procurati il nulla osta al matrimonio presso il Consolato o l'Ambasciata del tuo Paese in Italia. Questo documento certifica che, secondo la legge del tuo Paese, non hai impedimenti a contrarre matrimonio. In genere va poi legalizzato (o apostillato) e tradotto in italiano da un traduttore giurato. Parti con almeno tre mesi di anticipo: alcuni Consolati hanno tempi lunghi.
Seconda: fai le pubblicazioni di matrimonio all'Ufficio Stato Civile di Roma Capitale. Entrambi gli sposi si presentano insieme con tutti i documenti. L'ufficio appone le pubblicazioni online per 8 giorni consecutivi, poi attendono altri 3 giorni per eventuali opposizioni. Finita questa fase, hai 180 giorni per celebrare il matrimonio.
Terza: prenoti la data e la sala, poi ti sposi davanti all'Ufficiale di Stato Civile con due testimoni maggiorenni. Se uno sposo non parla italiano, è obbligatorio portare un interprete giurato.
Chi può sposarsi e documenti necessari
A Roma può sposarsi qualunque coppia, italiana, mista o entrambi stranieri, a condizione che entrambi siano maggiorenni (dai 16 ai 17 anni serve autorizzazione del Tribunale dei Minorenni), liberi da vincoli matrimoniali precedenti e senza impedimenti di parentela stretta.
Non è obbligatorio essere residenti a Roma: puoi sposarti qui anche se vivi altrove, purché le pubblicazioni vengano effettuate nel Comune di residenza di almeno uno dei due.
Non serve il permesso di soggiorno: la Corte Costituzionale (sentenza 245/2011) ha dichiarato incostituzionale qualsiasi norma che lo richiedesse. Con passaporto valido e nulla osta consolare si può procedere.
Per gli sposi italiani, l'ufficio acquisisce d'ufficio estratto di nascita, certificato di residenza e stato di famiglia. Basta portare documento d'identità e Codice Fiscale.
Per gli sposi UE, servono passaporto o carta d'identità valida per l'espatrio, Codice Fiscale italiano, nulla osta al matrimonio rilasciato dal Consolato del Paese d'origine, ed estratto di nascita plurilingue (Convenzione di Vienna 1976) oppure estratto con apostille e traduzione giurata.
Per gli sposi extra-UE, servono passaporto, Codice Fiscale italiano, nulla osta legalizzato in Prefettura (o apostillato se il Paese ha aderito alla Convenzione dell'Aja 1961) e traduzione giurata in italiano. Per i rifugiati e gli apolidi, il nulla osta è sostituito da un decreto del Tribunale o da un'attestazione UNHCR.
Per i divorziati, va allegata la sentenza definitiva di divorzio. Per i vedovi, il certificato di morte del coniuge precedente.
Dove e quanto costa sposarsi a Roma
L'Ufficio Centrale Stato Civile si trova in Via Luigi Petroselli 50, è aperto dal lunedì al venerdì 8:30–12:30 (martedì e giovedì anche 14:30–16:30) e riceve solo su appuntamento. Puoi chiamare il numero 06 0606 oppure prenotare online.
A Roma puoi scegliere tra diverse sedi per la cerimonia:
| Sede | Costo indicativo |
|---|---|
| Ufficio Stato Civile — Via Petroselli (orari ordinari) | Gratuito |
| Sede del Municipio di residenza | Spesso gratuito |
| Sala Rossa — Campidoglio (residenti) | ~€300 |
| Sala Rossa — Campidoglio (non residenti) | ~€600 |
| Sale prestigiose / festivi / serali | €1.000–€2.500+ |
| Sedi esterne autorizzate (es. Villa Doria Pamphilj) | €1.500–€3.500+ |
Le tariffe complete e aggiornate sono pubblicate su Roma Capitale — Sale matrimoni.
La cerimonia dura circa 20–30 minuti. L'Ufficiale legge gli articoli del Codice Civile sui diritti e doveri coniugali (artt. 143, 144, 147), raccoglie il consenso di entrambi e fa firmare l'atto. Immediatamente dopo viene rilasciato un estratto dell'atto di matrimonio.
Errori da evitare
- Presentarsi in Comune senza il nulla osta. L'ufficio non accetta la pratica e devi tornare dopo aver completato l'iter consolare, che richiede settimane.
- Sottovalutare i tempi per legalizzazione e traduzione. Anche dopo aver ottenuto il nulla osta, la legalizzazione in Prefettura richiede 7–15 giorni e la traduzione giurata altri 3–10. Somma tutto prima di fissare una data.
- Arrivare alla cerimonia senza l'interprete. Se uno sposo non parla italiano, l'interprete giurato non è facoltativo: senza di lui la celebrazione non può avvenire.
- Confondere matrimonio civile e matrimonio religioso concordatario. Nel rito cattolico la cerimonia si svolge in chiesa ma l'atto va trascritto al Comune entro 5 giorni; sono due procedure diverse.
- Dimenticare i testimoni. Servono obbligatoriamente due testimoni maggiorenni, uno per sposo, con documento d'identità valido.
Casi particolari
Coppie dello stesso sesso: non accedono al matrimonio civile ma all'unione civile (Legge 76/2016, cosiddetta legge Cirinnà), che segue una procedura analoga ma distinta.
Matrimonio per procura: è possibile in casi eccezionali (militari in missione, residenti all'estero) con autorizzazione del Tribunale.
Trascrizione di un matrimonio celebrato all'estero: se sei già sposato all'estero, puoi far trascrivere l'atto nei registri italiani. Occorre legalizzare o apostillare l'atto straniero, tradurlo in italiano e presentarlo all'Ufficio Stato Civile competente o al Consolato italiano se sei iscritto all'AIRE. La trascrizione produce effetti retroattivi.
Regime patrimoniale: al momento del matrimonio scegli tra comunione dei beni (default in Italia: tutto quanto acquisito durante il matrimonio appartiene a entrambi al 50%) e separazione dei beni (ognuno mantiene i propri acquisti). Per gli sposi stranieri si applica la legge del Paese di cittadinanza comune o della residenza comune (Legge 218/1995, art. 30), ma è possibile scegliere espressamente la legge italiana davanti all'Ufficiale.
Fonti ufficiali
- Roma Capitale — Matrimonio civile e sale
- Roma Capitale — Pubblicazioni di matrimonio
- Roma Capitale — Servizi Stato Civile
- MAECI — Matrimonio in Italia per stranieri
- Ministero Interno — Stato civile
- Prefettura Roma — Legalizzazioni
- Normattiva — DPR 396/2000
- Normattiva — Legge 218/1995
Riferimenti normativi: Codice Civile artt. 84-129 e art. 116; DPR 396/2000 artt. 50-71; Legge 218/1995; Legge 76/2016; Sentenza Corte Costituzionale 245/2011; Convenzione di Monaco 1980; Convenzione Aja 1961; Convenzione di Vienna 1976.