Maternità obbligatoria INPS: 5 mesi garantiti per legge
Lavoratrice dipendente? Hai diritto a 5 mesi di congedo all'80% dello stipendio. Come fare domanda, i tre modi di distribuirli e i diritti che non puoi perdere.
Cos'è in due righe
Il congedo di maternità obbligatorio garantisce a ogni lavoratrice dipendente 5 mesi di astensione retribuita dal lavoro durante la gravidanza e dopo il parto. Per quei mesi l'INPS ti paga l'80% della retribuzione media giornaliera, in molti casi integrato fino al 100% dal contratto collettivo. È un diritto, non un favore: nessun datore di lavoro può chiederti di rinunciarvi.
In sintesi
| Costo | Domanda gratuita |
| Durata congedo | 5 mesi (150 giorni), in tre possibili distribuzioni |
| Indennità | 80% retribuzione media giornaliera (spesso 100% con integrazione CCNL) |
| Dove presentare domanda | Online su inps.it con SPID/CIE, oppure tramite patronato |
| Documenti | Certificato medico con data presunta del parto, codice fiscale, IBAN |
| Termine domanda | Prima dell'inizio del congedo (consigliato 1-2 mesi prima) |
Come distribuire i 5 mesi
La legge ti dà tre opzioni per organizzare il congedo obbligatorio:
Modalità standard: 2 mesi prima + 3 mesi dopo il parto. È la distribuzione classica. Inizi a stare a casa due mesi prima della data presunta del parto (DPP) e rientri tre mesi dopo il parto effettivo.
Flessibilità 1+4: 1 mese prima + 4 mesi dopo. Puoi posticipare un mese del pre-parto al periodo post-parto. Serve il certificato del ginecologo e, se previsto dalla tua azienda, del medico competente aziendale, che attestino l'assenza di rischi. Devi fare richiesta entro la fine del 7° mese di gravidanza.
Astensione totale post-parto: 0 mesi prima + 5 mesi dopo (dal 2019). Puoi lavorare fino al giorno del parto e fruire dei 5 mesi interi dopo. Valgono le stesse condizioni mediche della modalità 1+4.
Se il parto avviene prima della data presunta, i giorni di pre-parto non goduti si aggiungono al periodo post-parto, fino al totale di 5 mesi. Se il parto è in ritardo, il congedo si prolunga e i giorni extra sono comunque indennizzati.
Quanto prendi e chi paga
Per le lavoratrici dipendenti del settore privato l'indennità è pari all'80% della retribuzione media giornaliera degli ultimi periodi di paga. La paga in busta paga durante il congedo viene anticipata dal datore di lavoro, che poi la recupera dall'INPS. Molti contratti collettivi (CCNL Commercio, Metalmeccanici, Bancari, Pubblico Impiego) prevedono un'integrazione del datore fino al 100%: controlla il tuo CCNL.
Le lavoratrici domestiche (colf, badanti) ricevono il pagamento direttamente dall'INPS sul conto, calcolato sull'80% dei contributi degli ultimi 12 mesi. Requisito: almeno 6 mesi di contributi versati nei 24 mesi precedenti.
Le lavoratrici in NASpI o CIG hanno comunque diritto all'indennità se il congedo inizia entro 60 giorni dalla cessazione del lavoro. La maternità sospende l'ammortizzatore sociale e poi lo fa riprendere con calendario ricalcolato.
Come fare domanda all'INPS
Passo 1 — Comunicazione al datore di lavoro. Non appena hai il certificato medico con la DPP, avvisa il datore di lavoro per iscritto (raccomandata A/R o PEC). Da quel momento scattano tutte le tutele anti-licenziamento.
Passo 2 — Domanda INPS. Presenta la domanda prima del primo giorno di congedo, idealmente con 1-2 mesi di anticipo. Puoi farlo:
- Online su inps.it → MyINPS → "Maternità: indennità per congedo di maternità" (accesso con SPID/CIE/CNS)
- Tramite un patronato (gratis)
- Telefonando al Contact Center INPS: 803 164 da fisso (gratuito) oppure 06 164 164 da cellulare
Nella domanda indichi la DPP, la modalità scelta (2+3, 1+4 o 0+5), i dati del datore di lavoro e il tuo IBAN se il pagamento è diretto INPS.
Passo 3 — Comunicazione del parto. Entro 30 giorni dalla nascita del bambino comunica all'INPS la data effettiva del parto e i dati anagrafici del bambino. Puoi farlo dall'area MyINPS o tramite patronato.
I diritti che si accumulano durante il congedo
Durante i 5 mesi continuano a maturare TFR, ferie, tredicesima e scatti di anzianità. Vengono accreditati anche contributi figurativi per la pensione. Non perdi nulla.
Dopo il rientro hai diritto alla stessa mansione o equivalente, alla stessa sede e allo stesso stipendio, inclusi gli scatti maturati nel frattempo. Puoi anche richiedere il part-time o usufruire dei riposi per allattamento: 2 ore al giorno retribuite per 12 mesi dalla nascita, cumulabili come uscita anticipata o ingresso ritardato.
Il padre lavoratore dipendente ha diritto a 10 giorni lavorativi obbligatori al 100% di retribuzione, da usare entro i 5 mesi dalla nascita. Non può rinunciarvi né cedere i giorni alla madre.
Errori da evitare
- Non comunicare la gravidanza al datore di lavoro per iscritto. Senza comunicazione formale il divieto di licenziamento non scatta automaticamente. Usa raccomandata A/R o PEC e conserva la ricevuta.
- Firmare dimissioni nel periodo tutelato senza convalida ITL. Dal momento in cui sei in gravidanza fino al compimento del 3° anno del bambino, le dimissioni richiedono convalida obbligatoria all'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Senza convalida, sono nulle e perdi ogni tutela.
- Presentare la domanda INPS a congedo già iniziato. La domanda va fatta prima. Se non la presenti in tempo, i pagamenti si bloccano e devi aspettare la regolarizzazione. Un patronato può aiutarti a non perdere le scadenze, gratuitamente.
Casi particolari
Sei una lavoratrice straniera extra-UE. Hai pieno diritto alla maternità obbligatoria e a tutte le tutele, esattamente come una cittadina italiana. Il rinnovo del permesso di soggiorno non può essere negato durante la maternità, e l'indennità conta come reddito per il rinnovo.
Neonato ricoverato in terapia intensiva neonatale (TIN). Puoi sospendere il congedo post-parto, rientrare al lavoro temporaneamente e riprendere il congedo residuo quando il bambino viene dimesso dall'ospedale.
Parto gemellare o plurimo. Il congedo obbligatorio resta di 5 mesi, ma il congedo parentale successivo aumenta in proporzione e i riposi giornalieri per allattamento raddoppiano.
Adozione o affidamento preadottivo. Stesse tutele della maternità naturale: 5 mesi di congedo obbligatorio dalla data di ingresso del bambino in famiglia.
Gravidanza a rischio. Rivolgiti al tuo medico SSN o ginecologo e poi all'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Roma (Via Cesare De Lollis 6, tel. 06 4416 1) per richiedere l'interdizione anticipata dal lavoro. In quel caso l'80% di indennità INPS parte da subito, anche prima dei 2 mesi standard.
Fonti ufficiali
- INPS — Maternità lavoratrici dipendenti
- INPS — Scheda servizio Maternità
- INPS — Congedo parentale dipendenti
- Ministero del Lavoro — Maternità e Paternità
- Normattiva — D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico Maternità)
- Ispettorato del Lavoro Roma (ITL) — Via Cesare De Lollis 6, 00185 Roma
Riferimenti normativi: D.Lgs. 26/3/2001 n. 151 (Testo Unico Maternità/Paternità), D.Lgs. 80/2015, D.Lgs. 105/2022 (Direttiva UE work-life balance), Legge 234/2021, Legge 53/2000, Costituzione artt. 31 e 37.