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Locali commerciali a Roma: verifica agibilità e destinazione d'uso

Prima di firmare l'affitto, controlla destinazione d'uso e agibilità. Un locale A/10 non diventa C/1 da solo: ecco cosa fare e quanto costa.

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Cos'è in due righe

Prima di firmare un contratto d'affitto o comprare un locale per la tua attività, devi verificare due cose distinte: la destinazione d'uso (cosa ti permette di fare il locale secondo le norme urbanistiche e catastali) e l'agibilità (se il locale è certificato come idoneo all'uso che intendi farne). Saltare questa verifica è uno degli errori più costosi che puoi fare quando apri un'attività a Roma.

In sintesi

Costo Visura catastale 1,35€ online. Cambio destinazione senza opere: 900–5.000€. Con opere: 8.000–50.000€ + lavori edili.
Tempi Visura catastale: immediata. SCIA agibilità: efficace subito, controlli 60 gg. Cambio destinazione: 30–120 giorni.
Dove a Roma Agenzia Entrate — Catasto per visure. SUAP Roma Capitale per pratiche.
Documenti Visura catastale, planimetria, certificato agibilità, APE, eventuale CDU

Le categorie catastali che contano di più

Il Catasto classifica ogni immobile in una categoria che ne definisce l'uso. Per chi apre un'attività a Roma, le categorie più rilevanti sono:

Categoria C — Commerciali

  • C/1: negozi e botteghe — la destinazione giusta per esercizi di vicinato, bar, ristoranti, parrucchieri
  • C/2: magazzini e depositi
  • C/3: laboratori artigianali (officine, piccola produzione)
  • C/4: locali per esercizi sportivi (palestre private)

Categoria A — Abitazioni e uffici

  • A/2, A/3, A/4: abitazioni (civili, economiche, popolari) — non puoi aprirci un negozio senza cambio di destinazione
  • A/10: uffici e studi privati — adatto a commercialisti, avvocati, studi medici, coworking, ma non a bar o negozi alimentari

Categoria D — Immobili speciali

  • D/2: alberghi e pensioni
  • D/8: centri commerciali

La regola pratica: per negozi, bar e ristoranti ti serve un locale C/1. Per studi professionali basta un A/10. Se il locale ha una categoria diversa, devi valutare il cambio di destinazione d'uso.

Destinazione urbanistica e catastale: due cose diverse

La categoria catastale (C/1, A/10 ecc.) è quella registrata all'Agenzia delle Entrate. La destinazione d'uso urbanistica è quella prevista dal Piano Regolatore Generale (PRG) di Roma Capitale e dal Regolamento Edilizio. Le due classificazioni di solito coincidono, ma non sempre.

Per aprire un'attività conta la destinazione urbanistica. Se le due classificazioni non coincidono, devi fare un adeguamento catastale (procedura DOCFA) o un cambio di destinazione urbanistica. Verifica sempre entrambe le cose — con una visura catastale non è sufficiente.

Come verificare la destinazione d'uso prima di firmare

Visura catastale online: vai sul sito Agenzia Entrate — sezione Casa, accedi con SPID o CIE. Costa 1,35€ in modalità telematica. Ti dà categoria, classe, rendita e dati identificativi dell'immobile.

Planimetria catastale: la richiede il proprietario (o con sua delega). Mostra layout, superfici e destinazione d'uso dell'unità.

Visura PRG su geoportale: il Geoportale Roma Capitale ti permette di consultare il Piano Regolatore online per zona, vedere i vincoli e le destinazioni ammesse.

Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU): si richiede al Municipio competente o all'Ufficio Urbanistica Roma Capitale. Costa circa 50–100€ e richiede 30 giorni. Utile se hai dubbi sulla zona.

Prima di firmare qualsiasi contratto, chiedi sempre al proprietario o all'agenzia: visura catastale, planimetria, certificato di agibilità (se esiste) e APE — Attestato di Prestazione Energetica.

Cos'è l'agibilità e quando manca

L'agibilità — regolata dal DPR 380/2001 art. 24 — certifica che un immobile è idoneo all'uso per cui è destinato. Per ottenerla il locale deve rispettare requisiti di sicurezza strutturale, igiene (luce, aria, dimensioni minime), salubrità, risparmio energetico, conformità degli impianti (DM 37/2008) e, se richiesto, antincendio.

Senza agibilità non puoi usare legalmente il locale per la tua attività.

Ci sono tre situazioni:

Agibilità esistente: il locale ha già un certificato rilasciato negli anni dal Comune di Roma. Chiedi al proprietario.

SCIA di agibilità: se l'agibilità non c'è, o se hai fatto opere o hai cambiato destinazione d'uso, devi presentare una SCIA di agibilità al SUAP. La firma un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere). Effetto immediato alla protocollazione, controlli entro 60 giorni.

Agibilità parziale: possibile per singole unità di un edificio più ampio.

Cambio di destinazione d'uso: quando serve e cosa comporta

Se trovi un locale classificato A/10 (ufficio) e vuoi aprirci un ristorante (C/1), devi fare un cambio di destinazione d'uso. Le procedure cambiano a seconda che tu debba fare opere edilizie oppure no.

Senza opere: se il layout del locale va bene così com'è, la procedura è più snella. Si presenta una comunicazione (CIL) o una SCIA edilizia al SUE/SUAP Roma Capitale, si pagano eventuali oneri concessori e si fa la variazione catastale tramite procedura DOCFA presso l'Agenzia Entrate.

Con opere edilizie: se devi spostare muri, creare bagni, modificare impianti o finestre, serve un titolo edilizio (CILA per opere minori, SCIA edilizia per ristrutturazioni più importanti, Permesso di Costruire per modifiche sostanziali). A questo si aggiunge il pagamento degli oneri urbanizzativi e del contributo al costo di costruzione.

A Roma il passaggio da categoria residenziale o direzionale a commerciale può comportare oneri di 200–600€ per metro quadro di superficie, variabili per zona (centrale, semicentrale, periferica).

Errori da evitare

  1. Firmare il contratto di locazione senza la visura catastale. Se scopri dopo la firma che il locale non ha la destinazione giusta, il cambio è a tuo carico — spesso migliaia di euro.
  2. Credere alla parola dell'agente immobiliare ("qui prima c'era già un ristorante"). L'abuso del predecessore non legittima il tuo. Verifica sempre tu.
  3. Confondere agibilità e conformità urbanistica. Un locale agibile può avere difformità edilizie (un soppalco abusivo, per esempio) che bloccano la SCIA al SUAP. Sono due cose diverse.
  4. Affidarsi a tecnici non iscritti all'Albo. Architetti, ingegneri e geometri devono essere iscritti. Una SCIA firmata da un "consulente" non abilitato è invalida e la responsabilità resta su di te.
  5. Ignorare il regolamento condominiale. Anche se la destinazione urbanistica è compatibile, il regolamento del condominio può vietare bar, ristoranti o attività rumorose. Controllalo prima.

Casi particolari

Locali interrati o seminterrati: a Roma non sono ammessi come negozio C/1 se non rispettano i requisiti igienico-sanitari (altezza minima 2,70 m, finestre, areazione). Come magazzino C/2 sì.

Centro storico (Municipio I): il Piano Particolareggiato Esecutivo del Centro Storico e il PRG impongono limitazioni importanti: divieto di trasformare negozi storici in residenze, restrizioni su nuove aperture di medie e grandi strutture commerciali, limiti ai cambi da residenziale a turistico-ricettivo. Verifica con il Municipio I prima di procedere.

Locale abusivo o con difformità non sanate: non puoi ottenere né agibilità né autorizzazioni SUAP finché non vengono sanate. Verifica la conformità urbanistica prima di qualsiasi pratica — e prima di firmare.

B&B in abitazione: a Roma è ammesso il B&B familiare in abitazione mantenendo la destinazione residenziale (A/2 o A/3), se gestito dal proprietario residente. Per affittacamere o casa vacanze in forma imprenditoriale serve la destinazione turistico-ricettiva o una doppia destinazione.

Ufficio (A/10) trasformato in coworking: resta in destinazione A/10. Non serve cambio di destinazione. Può servire una SCIA al SUAP per l'attività di servizi, ma non un cambio catastale.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: DPR 380/2001 artt. 23-ter e 24, DM 1444/1968, L. 1150/1942, DM 5/7/1975, D.Lgs. 222/2016, DM 37/2008, DPR 151/2011, D.Lgs. 192/2005, Regolamento Edilizio Comune di Roma, PRG Roma Capitale.