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IVA: liquidazione mensile, trimestrale e split payment

Hai una Partita IVA? Ogni mese o trimestre devi calcolare e versare l'IVA. Ecco come funziona la liquidazione, cosa cambia con lo split payment e quando usare la LIPE.

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Cos'è in due righe

L'IVA non è un costo tuo: la incassi dai clienti e la versi allo Stato, detraendo quella che hai pagato ai fornitori. Questo calcolo periodico si chiama liquidazione IVA e va fatto ogni mese oppure ogni trimestre, a seconda del volume d'affari. I forfettari sono esclusi: non addebitano IVA e non fanno liquidazione.

In sintesi

Costo Aliquote: 22% ordinaria, 10% ridotta, 5% e 4% super-ridotte
Tempi Versamento entro il 16 del mese successivo (mensile) o entro il 16 del secondo mese dopo il trimestre (+1% interessi, trimestrale)
LIPE Comunicazione trimestrale all'Agenzia Entrate entro fine mese successivo al trimestre
Dove Tutto online: portale Agenzia Entrate o tramite commercialista
Documenti Registro IVA acquisti e vendite, fatture elettroniche via SDI

Come funziona la liquidazione

Il meccanismo è semplice in teoria: ogni periodo sommi l'IVA a debito (quella che hai incassato dai clienti) e la sottrai dall'IVA a credito (quella che hai pagato ai fornitori). La differenza è quello che devi versare allo Stato con l'F24.

Se il risultato è negativo — hai pagato più IVA di quanta ne hai incassata — accumuli un credito IVA che puoi usare in compensazione nel periodo successivo oppure richiedere a rimborso.

La liquidazione può essere mensile o trimestrale:

  • Mensile: obbligatoria se nell'anno precedente hai superato 800.000 euro di volume d'affari (soglia unificata dal 2023 per beni e servizi). Si versa entro il 16 del mese successivo con i codici tributo da 6001 (gennaio) a 6012 (dicembre).
  • Trimestrale: per chi è sotto quella soglia. Puoi sceglierla in dichiarazione annuale. Si versa entro il 16 del secondo mese dopo la fine del trimestre, con una maggiorazione dell'1% a titolo di interessi sui primi tre trimestri. Il quarto trimestre non si versa separatamente: confluisce nel saldo annuale di marzo.

I codici F24 per il trimestrale sono: 6031 (I trim., scadenza 16 maggio), 6032 (II trim., di solito 20 agosto), 6033 (III trim., 16 novembre), 6099 (saldo annuale, 16 marzo).

Alcune categorie — come autotrasportatori e distributori di carburante — hanno liquidazione trimestrale di diritto, senza la maggiorazione dell'1%.

La comunicazione LIPE

Indipendentemente dalla frequenza di versamento, tutti i soggetti IVA devono inviare ogni trimestre la LIPE (Liquidazione Periodica IVA) all'Agenzia delle Entrate. Non è un pagamento, ma una comunicazione dei dati: IVA a debito, a credito, versamenti effettuati e crediti compensati.

Le scadenze 2026 sono:

  • I trimestre (gen-mar): 31 maggio 2026
  • II trimestre (apr-giu): 30 settembre 2026
  • III trimestre (lug-set): 30 novembre 2026
  • IV trimestre (ott-dic): 28 febbraio 2027 (o con la dichiarazione IVA annuale del 30 aprile)

Sei esonerato dalla LIPE solo se nel trimestre non hai effettuato nessuna operazione e nei trimestri successivi non emerge obbligo di versamento.

La dichiarazione IVA annuale, invece, va presentata entro il 30 aprile dell'anno successivo. L'eventuale saldo si versa entro il 16 marzo (codice 6099), con possibilità di rateizzare in massimo 9 rate mensili con interessi.

Lo split payment: quando la P.A. paga l'IVA al posto tuo

Se emetti fattura verso una Pubblica Amministrazione — Stato, Regioni, Comuni, ASL, università pubbliche, INPS, INAIL e altri — si applica il meccanismo dello split payment (scissione dei pagamenti), introdotto dalla L. 190/2014 e disciplinato dall'art. 17-ter del DPR 633/72.

In pratica: il cliente P.A. ti paga solo l'imponibile (senza IVA), mentre l'IVA la versa direttamente all'Erario per conto tuo.

Lo split payment si applica anche a:

  • enti pubblici economici nazionali, regionali e locali
  • fondazioni partecipate dalla P.A. per almeno il 70%
  • società controllate da Presidenza del Consiglio o Ministeri
  • società controllate da Regioni, Province, Comuni o città metropolitane
  • società quotate nel FTSE MIB (secondo l'elenco annuale del MEF)

Sulla fattura devi indicare imponibile, aliquota e importo IVA, e aggiungere la dicitura: "Scissione dei pagamenti ex art. 17-ter DPR 633/72". La fattura va emessa in formato elettronico via SDI.

L'effetto pratico per te: quell'IVA non la incassi, quindi non va in liquidazione come debito. Ma puoi comunque detrarre l'IVA sugli acquisti correlati, e questo porta spesso ad accumulare credito IVA che puoi chiedere a rimborso trimestrale ai sensi dell'art. 38-bis DPR 633/72.

Non si applica lo split payment ai clienti privati, alle operazioni in regime di reverse charge, alle forniture esenti o fuori campo IVA, e ai fornitori in regime forfettario.

Il reverse charge: quando sei tu a versare l'IVA

Il reverse charge (inversione contabile, art. 17 DPR 633/72) funziona all'opposto dello split payment: è il cliente che versa l'IVA allo Stato, non il fornitore. Il fornitore emette fattura senza IVA con la dicitura "inversione contabile".

Si applica in diversi casi: subappalti in edilizia, cessioni di fabbricati strumentali, servizi di pulizia e demolizione in edifici, cessioni di PC e smartphone B2B, acquisti da fornitori UE (reverse charge intracomunitario) e servizi ricevuti da operatori extra-UE.

Come cliente, quando ricevi una fattura in reverse charge fai una doppia registrazione: la fattura come acquisto (IVA a credito) e come vendita (IVA a debito). In liquidazione le due voci si compensano: effetto IVA quasi neutro, salvo limiti di detraibilità.

Attenzione: anche i forfettari devono applicare il reverse charge sugli acquisti da fornitori UE o extra-UE. In quel caso diventano soggetti passivi IVA per quelle specifiche operazioni, anche se normalmente non fatturano IVA.

Errori da evitare

  1. Sbagliare il codice tributo sull'F24. Ogni mese e ogni trimestre ha un codice diverso. Un codice errato significa imposta non risultante pagata, con possibili comunicazioni di irregolarità dall'Agenzia Entrate.
  2. Non inviare la LIPE. L'omissione comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro. Se ti accorgi del ritardo, puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso.
  3. Applicare lo split payment al cliente sbagliato. Se applichi la scissione dei pagamenti a una società che non è nell'elenco MEF, l'IVA non versata diventa recuperabile con sanzioni.
  4. Dimenticare il visto di conformità prima di compensare crediti IVA sopra 5.000 euro. Senza visto, la compensazione è bloccata.

Casi particolari

Se adotti il regime IVA per cassa (art. 32-bis DL 83/2012) — disponibile per chi ha volume d'affari fino a 2 milioni di euro — liquidi l'IVA al momento dell'incasso della fattura, non all'emissione. Utile se hai tempi di pagamento lunghi. Attenzione: anche la detrazione IVA sugli acquisti slitta al momento del pagamento al fornitore, e in ogni caso dopo 12 mesi dall'emissione l'IVA va versata anche se non incassata.

Per le cessioni B2B verso operatori UE con Partita IVA estera valida, le fatture sono non imponibili in Italia. Prima devi iscriverti al VIES e verificare la P.IVA del cliente su VIES Commissione Europea. Senza iscrizione preliminare al VIES, rischi la doppia imposizione.

Per il saldo IVA annuale superiore a 5.000 euro che vuoi compensare in F24, serve il visto di conformità del commercialista sulla dichiarazione IVA e devi aspettare 10 giorni dall'invio della dichiarazione prima di usare il credito.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: DPR 633/1972, DPR 100/1998, L. 190/2014 art. 1 c. 629, DL 50/2017 art. 1, art. 17 e 17-ter DPR 633/72, DL 78/2010 art. 21-bis, DL 119/2018, L. 197/2022 art. 14, art. 32-bis DL 83/2012.