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Conto aziendale con soci stranieri a Roma: guida pratica KYC

Aprire un conto aziendale con soci stranieri richiede documenti precisi e tempo. Ecco cosa prepara la banca, quali errori costano carissimi e come accelerare il processo.

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Cos'è in due righe

Una società italiana ha bisogno di un conto corrente intestato a lei, non ai soci. Quando uno o più soci sono stranieri, la banca approfondisce i controlli: vuole sapere chi sono, da dove arrivano i soldi e chi controlla davvero l'impresa. Questa procedura si chiama adeguata verifica antiriciclaggio (in inglese KYC, Know Your Customer) ed è obbligatoria per legge in tutta l'Unione Europea.

In sintesi

Costo Apertura gratuita o 50-200€ di istruttoria (banche tradizionali) — canone mensile 0-30€
Tempi 1-5 giorni (banche online, soci UE) — 15-45 giorni (soci extra-UE)
Dove a Roma Qualsiasi filiale bancaria con sportello business — oppure banche online (Qonto, Finom, Revolut Business)
Documenti Visura camerale, atto costitutivo, documenti d'identità di soci e amministratore, codice fiscale italiano di tutti

Perché il conto aziendale è obbligatorio

Una SRL, SRLS, SPA, SAS o SNC è un soggetto giuridico separato dai soci: ha il suo codice fiscale, la sua partita IVA, il suo patrimonio. Usare il conto personale di un socio o dell'amministratore per i flussi societari è una violazione che può portare ad accertamenti fiscali e responsabilità degli amministratori.

Il conto aziendale serve per ricevere pagamenti dai clienti, pagare fornitori e dipendenti, versare le imposte tramite F24 all'Agenzia delle Entrate e emettere fatture elettroniche con l'IBAN corretto. L'IBAN aziendale va comunicato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'apertura tramite il modello AA7/10: senza questa comunicazione non puoi attivare gli addebiti F24 né ricevere rimborsi IVA su quel conto.

Chi deve essere identificato

Quando una società apre un conto, la banca non verifica solo il legale rappresentante. Identifica e controlla quattro figure distinte.

La società stessa: denominazione, sede, codice fiscale, partita IVA, oggetto sociale, capitale. Il legale rappresentante: chi firma sui conti. I soci: chi possiede le quote. Il titolare effettivo: la persona fisica che in ultima istanza possiede o controlla la società.

Il titolare effettivo è chiunque possegga più del 25% del capitale sociale, direttamente o attraverso altre società. Se la tua SRL è controllata da una holding straniera, la banca deve risalire fino alla persona fisica in cima alla catena societaria: è quello che si chiama "look-through". Se nessun socio supera il 25%, il titolare effettivo coincide con il legale rappresentante.

Dal 2023 esiste il Registro dei Titolari Effettivi presso le Camere di Commercio (DM 55/2022): tutte le società italiane devono comunicare via PEC con firma digitale i propri titolari effettivi e aggiornare i dati a ogni variazione. La banca lo consulta durante la verifica. Omettere la comunicazione comporta una sanzione da 103 a 1.032 euro per amministratore.

Documenti necessari

Il pacchetto base che quasi tutte le banche richiedono comprende:

Per la società: visura camerale aggiornata (massimo 6 mesi) della Camera di Commercio di Roma, atto costitutivo e statuto vigente, certificato di attribuzione della partita IVA, comunicazione dei titolari effettivi al Registro CCIAA. Se ci sono più amministratori, serve anche la delibera che indica chi ha i poteri di firma sul conto.

Per il legale rappresentante: documento d'identità valido e codice fiscale italiano. Se è straniero extra-UE: passaporto più permesso di soggiorno. Se chi apre il conto non è l'amministratore, serve una procura notarile.

Per ogni socio persona fisica: documento d'identità, codice fiscale italiano, dichiarazione di residenza fiscale. Per i soci stranieri: anche il numero di identificazione fiscale del Paese di residenza (TIN, NIF, SSN o equivalente), utile ai fini dello scambio automatico di informazioni tra autorità fiscali (CRS/FATCA).

Per soci che sono società straniere: visura o certificato del registro imprese del Paese estero, statuto della società estera, documenti d'identità del suo legale rappresentante e dichiarazione sui titolari effettivi. Tutti i documenti emessi all'estero richiedono apostille (per Paesi della Convenzione dell'Aja 1961) oppure legalizzazione consolare, più traduzione giurata in italiano.

La banca chiederà anche documentazione sull'origine dei fondi per il versamento iniziale del capitale: estratto conto personale dell'amministratore, bilancio della società estera che apporta capitale, atti notarili, dichiarazioni dei redditi.

Come si svolge la procedura

Scegli la banca con cura. A Roma le principali con sportelli aziendali sono Intesa Sanpaolo, UniCredit, BNL-BNP Paribas, Banco BPM, MPS, Crédit Agricole Italia, Banca Sella. Per le banche online business: Qonto, Finom, Revolut Business. Le banche tradizionali sono più lente ma offrono POS, finanziamenti e un gestore dedicato. Le banche online aprono il conto in 1-5 giorni ma alcune rifiutano automaticamente società con soci extra-UE di Paesi considerati a rischio. Verifica sempre se l'IBAN emesso è italiano (inizia con IT) o straniero: legalmente equivalente nell'area SEPA, ma a volte problematico con la Pubblica Amministrazione e con i pagamenti F24.

Prenota un appuntamento con il gestore corporate o business: non presentarti mai in filiale senza appuntamento se hai soci stranieri. Serve un referente che istruisca la pratica.

La banca ti farà compilare un questionario AML: descriverai l'operatività prevista della società (settori, Paesi di controparte, volumi attesi) e firmerai una dichiarazione PEP che certifica se tu o tuoi familiari avete cariche pubbliche rilevanti (parlamentari, ministri, dirigenti di partiti, generali, dirigenti di società pubbliche).

Una volta consegnati i documenti, la banca effettua controlli su liste di sanzioni internazionali (UE, ONU, OFAC), liste PEP, banche dati antiriciclaggio e il Registro Imprese. Se l'istruttoria ha esito positivo, attiva il conto e ti consegna l'IBAN italiano.

Errori da evitare

  1. Usare il conto personale per la società. Anche se temporaneo, è una violazione che espone l'amministratore ad accertamenti fiscali. Apri il conto aziendale prima di iniziare qualsiasi operazione.

  2. Versare contanti sopra 5.000 euro. Dal 2023 è vietato (Legge 197/2022 art. 1 comma 384). Le banche hanno l'obbligo di segnalare all'UIF (Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia) le operazioni sospette.

  3. Dichiarare il falso nel questionario KYC. Fornire informazioni false alla banca è un reato previsto dall'art. 55 del D.Lgs. 231/2007, con pena fino a 3 anni di reclusione. La banca ha il diritto di chiudere il conto in qualsiasi momento se scopre che i dati forniti erano falsi.

Casi particolari

Se il socio è extra-UE residente all'estero, alcune banche chiedono la visita in filiale (poche accettano video-identificazione). Potrebbe servire anche una lettera di referenza bancaria dal Paese di residenza e l'estratto conto degli ultimi 3-12 mesi. Per Paesi nella lista FATF dei Paesi ad alto rischio o soggetti a sanzioni, molte banche tradizionali rifiutano senza istruttoria ulteriore: in quel caso valuta banche specializzate in private banking o consulta uno studio legale.

Se sei socio UE residente in un altro Paese UE, la procedura è semplificata: documento d'identità europeo, codice fiscale italiano e autocertificazione della residenza fiscale. Niente apostille, perché i documenti UE circolano liberamente.

Se la tua è una SRL unipersonale con socio straniero, il socio unico è automaticamente il titolare effettivo al 100%: la banca presterà particolare attenzione alla provenienza del capitale sociale (minimo 1 euro per SRLS, minimo 10.000 euro per SRL ordinaria).

Se la banca rifiuta, deve comunicartelo per iscritto, anche se la motivazione può essere generica per ragioni di riservatezza operativa. Puoi presentare un reclamo scritto all'ufficio Reclami della banca (risposta entro 60 giorni) e, se insoddisfatto, ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario della Banca d'Italia.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: D.Lgs. 231/2007, D.Lgs. 90/2017, D.Lgs. 125/2019, DM 55/2022 (Registro Titolari Effettivi), Provvedimento Banca d'Italia 30/07/2019, Regolamento UE 2015/847, Legge 197/2022 art. 1 comma 384.