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Cittadinanza italiana per naturalizzazione: anni, requisiti e procedura

Quanti anni devi vivere in Italia per chiedere la cittadinanza? Dipende da chi sei: da 3 a 10 anni. Guida pratica con costi, documenti e come presentare la domanda a Roma.

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Cos'è in due righe

La cittadinanza per naturalizzazione è il modo con cui uno straniero che ha vissuto a lungo in Italia ottiene la cittadinanza italiana. Non è un diritto automatico: è una concessione discrezionale del Presidente della Repubblica. Anche se hai tutti i requisiti, il Ministero dell'Interno può rifiutare per motivi di sicurezza o integrazione.

In sintesi

Costo 250 € contributo + 16 € marca da bollo (+ 100-130 € esame B1 + traduzioni)
Tempi Massimo 36 mesi dalla presentazione. A Roma: 24-36 mesi reali.
Dove a Roma Prefettura di Roma — UTG, Via Ostiense 131/L — domanda online sul Portale Cittadinanza
Documenti Atto di nascita legalizzato, certificato penale, passaporto, permesso di soggiorno, redditi 3 anni, certificato B1, contributo 250 €

Quanti anni di residenza ti servono

Il numero di anni cambia in base alla tua situazione. La residenza deve essere legale (con permesso di soggiorno valido) e continuativa (iscrizione anagrafica senza interruzioni).

Categoria Anni richiesti
Cittadino extra-UE 10 anni
Cittadino UE (27 Stati) 4 anni
Apolide riconosciuto 5 anni
Rifugiato politico riconosciuto 5 anni
Italo-discendente fino al 2° grado 3 anni
Nato in Italia da genitori stranieri 3 anni
Maggiorenne adottato da cittadino italiano 5 anni dall'adozione
Già in servizio dello Stato italiano 5 anni

Un avvertimento importante: anche brevi cancellazioni dall'anagrafe possono azzerare il conteggio. Se ti sposti di casa, comunica sempre il cambio di residenza al Comune in tempo utile.

Gli altri requisiti obbligatori

Oltre agli anni di residenza, devi soddisfare tre condizioni.

Reddito sufficiente. Negli ultimi 3 anni prima della domanda devi aver avuto redditi non inferiori a 8.263,31 € annui se vivi solo, 11.362,05 € se hai un coniuge a carico, con 516,46 € in più per ogni figlio. Vale il reddito complessivo del nucleo familiare: se il coniuge guadagna abbastanza, il requisito è soddisfatto. Servono CUD, Modello Unico o 730 degli ultimi tre anni.

Certificato di italiano livello B1. Dal 4 dicembre 2018 è obbligatorio un certificato rilasciato da uno dei quattro enti riconosciuti: CILS, CELI, PLIDA o Università Roma Tre. Sono esenti chi ha un titolo di studio italiano (almeno la scuola media), chi ha il permesso UE per lungo soggiornanti rilasciato prima del 4/12/2018, e chi ha firmato l'accordo di integrazione ex DPR 179/2011.

Fedina penale pulita. Sei escluso se hai una condanna definitiva per reati contro lo Stato, una condanna a più di 3 anni per reati non colposi, o condanne estere non politiche superiori a 1 anno. I procedimenti in corso non bloccano automaticamente la pratica, ma spesso la sospendono fino alla sentenza definitiva.

Come presentare la domanda a Roma

La domanda si presenta esclusivamente online sul Portale Cittadinanza del Ministero dell'Interno. Non devi andare in Prefettura per consegnarla.

  1. Registrati con un'email valida e ottieni userid e password.
  2. Compila il Modello B (naturalizzazione art. 9 L. 91/1992).
  3. Allega tutti i documenti scansionati in PDF.
  4. Versa 250 € sul conto corrente postale 809020 intestato a "Ministero Interno DLCI - cittadinanza" e allega la ricevuta.
  5. Inserisci il numero seriale della marca da bollo da 16 €.
  6. Invia. Riceverai un numero di pratica che inizia con K10/.

Dopo l'invio, la Prefettura di Roma (Area III - Cittadinanza, Via Ostiense 131/L) prende in carico il fascicolo: controlla i documenti, ti chiede integrazioni se necessario e può convocarti per un colloquio. Poi trasmette tutto al Ministero dell'Interno, che fa le sue verifiche e — se tutto è in ordine — ottiene il decreto del Presidente della Repubblica.

Quando il decreto arriva, hai 6 mesi per prestare giuramento di fedeltà davanti all'ufficiale di stato civile del tuo Comune. Dal giorno successivo al giuramento sei cittadino italiano a tutti gli effetti. I figli minori conviventi acquisiscono la cittadinanza nello stesso momento.

Errori da evitare

  1. Contare gli anni dall'ingresso in Italia, non dall'iscrizione anagrafica. Gli anni si contano dalla prima iscrizione anagrafica regolare. Se sei arrivato nel 2010 ma ti sei iscritto all'anagrafe nel 2012, il conteggio parte dal 2012.
  2. Non rinnovare il permesso di soggiorno in tempo. Se il permesso scade e presenti la richiesta di rinnovo entro 60 giorni, la residenza si considera continuativa. Oltre i 60 giorni, rischi di interrompere il computo.
  3. Usare traduttori non giurati. Tutti i documenti stranieri devono essere tradotti da un traduttore iscritto all'albo dei CTU del Tribunale di Roma, con asseverazione in Tribunale (Via Lepanto, Roma). Le traduzioni di agenzie non iscritte non sono accettate.

Casi particolari

Periodi all'estero durante i 10 anni. Ferie o trasferte di lavoro temporanee non interrompono la residenza se mantieni l'iscrizione anagrafica in Italia. La cancellazione dall'anagrafe — anche di un giorno solo — azzera il computo.

Cambio di status (da studente a lavoratore). Tutti i permessi di soggiorno regolari contano, tranne quelli per cure mediche di durata inferiore all'anno, per affari, e per soggiorni brevi.

Rifugiati. Hai 5 anni e non devi produrre certificati dal Paese d'origine. Il Ministero accetta documenti sostitutivi.

Italo-discendenti con avo emigrato dopo il 1861. Se il tuo avo italiano non ha rinunciato alla cittadinanza prima della nascita del figlio successivo, sei già italiano per iure sanguinis fin dalla nascita. In quel caso non serve la naturalizzazione: basta il riconoscimento presso il Consolato o il Comune, con una procedura molto più rapida.

Doppia cittadinanza. L'Italia non chiede la rinuncia alla cittadinanza d'origine. Attenzione però: alcuni Paesi (Cina, India, Giappone, Austria, Germania per i non-UE, Olanda) revocano la propria cittadinanza quando acquisti quella italiana. Verifica con il tuo Consolato prima di procedere.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: Legge 5 febbraio 1992 n. 91, DPR 12 ottobre 1993 n. 572, DPR 18 aprile 1994 n. 362, DM 4 giugno 2010, DL 113/2018 conv. L. 132/2018, DL 130/2020 conv. L. 173/2020.