RomaFacile.
Inizia
Sanità

Certificato di malattia per il lavoro a Roma: cosa fare subito

Sei malato e non sai come gestire il certificato? Ecco la procedura passo-passo: medico, INPS, datore di lavoro, fasce di reperibilità.

·
certificato-malattiaINPSmedico-basevisita-fiscalefasce-reperibilita

Cos'è in due righe

Se sei un lavoratore dipendente e ti ammali, non puoi semplicemente avvisare il capo: ti serve un certificato medico telematico che il tuo medico trasmette direttamente all'INPS. Il tuo datore di lavoro lo riceve in automatico. A te spetta solo comunicare il numero di protocollo (PUC) entro la stessa giornata e restare a casa nelle fasce orarie di reperibilità.

In sintesi

Costo Gratuito (medico SSN)
Tempi Certificato emesso lo stesso giorno della visita; trasmissione INPS immediata
Dove a Roma Medico di base, Continuità Assistenziale (116 117), Pronto Soccorso
Documenti Tessera Sanitaria o codice fiscale, documento d'identità

Come funziona il certificato di malattia

Dal 2010 il certificato di malattia è obbligatoriamente telematico (DL 78/2010 art. 55-septies). Significa che il medico lo invia all'INPS in tempo reale, direttamente dal suo computer, e il datore di lavoro lo riceve in automatico. Tu non devi portare nessun foglio a nessuno.

Quello che ricevi dal medico è il numero di protocollo univoco (PUC): sedici cifre che identificano il tuo certificato. È l'unica cosa che devi comunicare al tuo datore di lavoro, insieme all'avviso che sei malato.

Il certificato contiene la prognosi (quanti giorni sei a casa) e la diagnosi in codice ICD-9 — ma attenzione: la diagnosi è visibile solo al medico e all'INPS, non al datore di lavoro.

Cosa fare dal primo giorno

Se ti ammali in un giorno feriale, chiama il tuo medico di base appena ti accorgi di non essere in grado di lavorare. La maggior parte dei medici a Roma riceve su appuntamento; molti fanno anche visite a domicilio entro la stessa giornata se non riesci a muoverti.

Dopo la visita hai tre cose da fare:

  1. Annota il numero PUC che il medico ti dà (16 cifre).
  2. Avvisa il datore di lavoro entro la stessa giornata (o entro il termine del tuo contratto, di solito massimo 2 ore dall'inizio del turno) comunicando il PUC e l'indirizzo dove sei reperibile.
  3. Resta a casa nelle fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale INPS.

Se ti ammali di sera, di notte o nel fine settimana, il medico di base non è disponibile. Devi chiamare la Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) al numero 116 117 — gratuito, attivo h24 nei prefestivi e festivi, e dalle 20:00 alle 08:00 nei feriali. Il medico può venire a domicilio o visitarti in sede e rilasciare il certificato per un massimo di 3 giorni. Dopo, per una proroga, devi tornare dal tuo medico di base.

Anche il Pronto Soccorso può emettere il certificato telematico.

Le fasce di reperibilità: non uscire in queste ore

L'INPS può inviare un medico fiscale a casa tua per verificare la malattia. Le fasce orarie in cui devi essere reperibile si applicano tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi:

Tipo di lavoratore Fasce di reperibilità
Settore privato 10:00-12:00 e 17:00-19:00
Settore pubblico 09:00-13:00 e 15:00-18:00

Se al primo controllo non sei a casa senza un motivo valido, rischi di perdere l'indennità di malattia: la prima assenza costa il 100% dell'indennità per i primi 10 giorni; la seconda il 50% per il periodo restante; alla terza la perdi del tutto.

Se devi uscire per una visita medica o una terapia durante le fasce, comunicalo prima all'INPS tramite portale o chiamando l'803 164 (gratuito da fisso).

Sono esonerati dalla reperibilità i lavoratori ricoverati in ospedale, quelli in terapia oncologica, con malattie professionali o gravi patologie certificate. In ogni caso, il datore va sempre avvisato.

Se la malattia si prolunga o sei ricoverato

Se la malattia dura più dei giorni indicati nella prognosi, devi farti rilasciare un certificato di continuazione dal medico prima della scadenza. La procedura è identica a quella del primo certificato.

Se invece sei ricoverato, l'ospedale invia il certificato all'INPS in automatico. Alla dimissione ricevi una lettera che vale come certificato per il periodo di convalescenza. Durante il ricovero non sei soggetto a visite fiscali.

I principali ospedali pubblici di Roma (Policlinico Umberto I, Gemelli, San Camillo, Sant'Andrea, San Giovanni, Pertini, Tor Vergata, San Filippo Neri, Bambino Gesù) trasmettono tutti in modo telematico.

Malattia del figlio: cosa spetta ai genitori

I genitori lavoratori dipendenti hanno diritto a un congedo per malattia del figlio:

Età del figlio Diritto al congedo
0-3 anni Congedo illimitato, non retribuito (salvo CCNL più favorevole)
3-8 anni Massimo 5 giorni l'anno per ciascun genitore, non retribuito
Oltre 8 anni Nessun diritto specifico (si usano ferie o permessi)

Porta il bambino dal pediatra di libera scelta o, fuori orario, dalla Continuità Assistenziale. Il pediatra emette il certificato telematico e tu comunichi il PUC al datore. In questo caso non sei soggetto a visite fiscali.

Errori da evitare

  1. Non comunicare il PUC al datore di lavoro. Anche se l'INPS ha già ricevuto il certificato, il tuo capo non sa che sei malato finché non lo avvisi tu con il numero di protocollo.
  2. Uscire durante le fasce di reperibilità. Il medico fiscale passa una sola volta: anche un'assenza breve e non comunicata può far perdere l'intera indennità per i primi 10 giorni.
  3. Credere che basti un certificato cartaceo. Dal 2010 il cartaceo non ha valore legale senza la trasmissione telematica all'INPS. Senza PUC, l'assenza è ingiustificata.

Casi particolari

Sei extra-UE senza medico di base ancora assegnato. Vai al Pronto Soccorso o alla Continuità Assistenziale: il medico emette il certificato con il tuo codice fiscale. Se non ce l'hai, ti viene assegnato un codice STP o ENI e il certificato è comunque valido.

Ti ammali durante le ferie. La malattia interrompe le ferie: i giorni di malattia non si contano come ferie. Fatti fare il certificato e comunica il PUC al datore.

Ti ammali all'estero. Fatti certificare dal medico locale, fai tradurre il documento in italiano (traduzione asseverata) e invialo all'INPS e al datore entro 2 giorni. Per i Paesi UE/SEE la procedura è semplificata dai regolamenti CE 883/2004 e 987/2009.

Sei stato licenziato durante la malattia. Il licenziamento nel periodo di comporto è nullo, salvo giusta causa. Rivolgiti a un patronato (ACLI, INCA-CGIL, ITAL-UIL, INAS-CISL) o a un avvocato del lavoro.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: DL 663/1979 conv. L. 33/1980; DM 18/04/1996; DM 206/2009; DL 78/2010 art. 55-septies; DLgs 151/2001; Circolare INPS 79/2017.

Certificato di malattia per il lavoro a Roma: cosa fare subito — RomaFacile