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Cassa Integrazione (CIGO e CIGS): quanto prendi e come funziona

L'azienda ti ha messo in cassa integrazione? Non perdi il posto, ma devi sapere quanto ricevi, cosa puoi fare e cosa rischi se non comunichi altri redditi.

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Cos'è in due righe

La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è un sussidio che l'INPS paga al lavoratore quando l'azienda riduce o sospende l'attività. Il contratto di lavoro resta attivo: non sei licenziato. Esistono due tipi, CIGO per problemi temporanei e CIGS per situazioni più gravi, e in entrambi i casi la domanda la presenta il datore di lavoro, non tu.

In sintesi

Costo Gratis per il lavoratore
Tempi CIGO: max 13 settimane, prorogabili fino a 52 in un biennio. CIGS: max 24 mesi continuativi. Pagamento: entro 60 giorni dall'autorizzazione INPS
Dove a Roma INPS DM Roma Centro Via dell'Amba Aradam 5, DM Roma Eur Viale Beethoven 48. Contact center: 803 164 (gratis da fisso)
Documenti Lettera di sospensione dal datore, buste paga con voce CIG, IBAN per pagamento diretto (modello SR41)

CIGO e CIGS: qual è la differenza

La CIGO (Cassa Integrazione Ordinaria) copre eventi temporanei e non dipendenti dalla volontà dell'azienda: mancanza di commesse, maltempo nel settore edile, guasti ai macchinari, incendi, calamità. Dura al massimo 13 settimane consecutive, rinnovabili fino a un totale di 52 settimane in un biennio mobile.

La CIGS (Cassa Integrazione Straordinaria) riguarda situazioni strutturali e viene autorizzata dal Ministero del Lavoro: riorganizzazione aziendale (fino a 24 mesi), crisi aziendale (fino a 12 mesi), contratto di solidarietà difensivo per evitare licenziamenti collettivi (fino a 24 mesi, prorogabili di altri 12). La durata massima complessiva nel quinquennio mobile, sommando CIGO, CIGS e FIS, è di 24 mesi (36 per il contratto di solidarietà).

La CIGO riguarda principalmente imprese industriali, cooperative, edilizia, lapidei, agricoltura e pesca. La CIGS si applica invece alle aziende industriali con più di 15 dipendenti e a quelle del terziario con più di 50. Se la tua azienda non rientra in nessuna delle due, accede al Fondo di Integrazione Salariale (FIS).

Quanto ricevi

L'INPS ti paga l'80% della retribuzione lorda che avresti guadagnato nelle ore non lavorate. C'è però un tetto massimo: nel 2024 il massimale è fissato a 1.401,46 euro lordi mensili (Circolare INPS n. 45/2024). Sul lordo si applica una riduzione del 5,84%, quindi il netto che ricevi si avvicina a circa 1.320 euro al mese per chi è in CIG a zero ore.

Due esempi pratici:

  • Stipendio lordo 1.800 euro: l'80% sarebbe 1.440 euro, ma supera il tetto. Ricevi 1.401,46 euro lordi, circa 1.320 euro netti.
  • Stipendio lordo 1.500 euro: l'80% è 1.200 euro, sotto il tetto. Ricevi 1.200 euro lordi, circa 1.130 euro netti.

Se sei in CIG a orario ridotto (lavori solo alcune ore al giorno), per le ore lavorate ricevi la retribuzione normale dal datore, per le ore non lavorate ricevi l'80% dall'INPS in proporzione.

Durante la CIG maturi contributi figurativi validi per la pensione e maturi il TFR sulle ore in CIG. Non maturi invece ferie e tredicesima sulle ore non lavorate, almeno nel caso di CIGO prolungata a zero ore.

Cosa devi fare tu (poco, ma importante)

La domanda CIG la presenta il datore di lavoro, non tu. Il datore consulta i sindacati, invia la domanda all'INPS (per la CIGO) o al Ministero del Lavoro tramite il portale cigsonline.lavoro.gov.it (per la CIGS), e poi gestisce il pagamento — o anticipandoti lo stipendio CIG in busta paga e recuperandolo poi dall'INPS, oppure chiedendo all'INPS di pagarti direttamente (solo se l'azienda ha difficoltà finanziarie comprovate, con il modello SR41/SR43 compilato dal datore).

Il tuo compito principale è fornire l'IBAN al datore per il pagamento diretto se necessario, e comunicare all'INPS se nel frattempo trovi altro lavoro. Se sei in CIG a zero ore e lavori altrove, la CIG si sospende per i giorni lavorati. L'obbligo di comunicazione è tassativo: non dichiarare altri redditi comporta la decadenza dal beneficio e la restituzione di quanto percepito.

Conserva tutte le buste paga con la voce "Cassa Integrazione" e la Certificazione Unica annuale: ti serviranno, tra le altre cose, per dimostrare il reddito in caso di rinnovo del permesso di soggiorno.

Errori da evitare

  1. Pensare che la CIG sia come le ferie. Sei a casa, ma l'azienda può richiamarti in qualsiasi momento secondo i turni stabiliti. Organizzati di conseguenza.
  2. Non comunicare altri redditi all'INPS. Lavorare durante la CIG senza dichiararlo significa rischiare la decadenza e dover restituire tutto.
  3. Credere che un patronato possa presentare la domanda CIG al posto del datore. La domanda spetta solo al datore di lavoro: nessun patronato o consulente esterno può farlo al suo posto. I patronati possono aiutarti a controllare la busta paga e ad avviare un eventuale ricorso, ma non a presentare la domanda.

Casi particolari

Se sei straniero extra-UE: il periodo in CIG conta come periodo di lavoro a tutti gli effetti. Hai diritto al rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato e i redditi CIG valgono per il requisito reddituale del rinnovo. Concorrono anche al calcolo del reddito per il ricongiungimento familiare.

Se ti ammali durante la CIG: la CIG si sospende e prendi l'indennità di malattia INPS per i giorni di malattia certificata.

Se al termine della CIGS l'azienda ti licenzia: hai diritto a chiedere la NASpI. La domanda va presentata entro 68 giorni dal licenziamento.

CIG e altre prestazioni: la CIG non è compatibile con NASpI, pensione o DIS-COLL. È invece compatibile con l'Assegno Unico per i figli.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: D.Lgs. 14/09/2015 n. 148; Legge 30/12/2021 n. 234 art. 1 commi 191-220; D.L. 4/2022 conv. in L. 25/2022; Circolare INPS n. 18/2022; Circolare INPS n. 45/2024.