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Caparra affitto a Roma: quanto puoi versare e come la riottieni

Massimo 3 mensilità, interessi legali ogni anno, restituzione in 30-60 giorni. Tutto quello che devi sapere prima di firmare.

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Cos'è in due righe

Quando firmi un contratto di affitto, il proprietario può chiederti una somma di denaro a garanzia di eventuali danni o mancati pagamenti: si chiama deposito cauzionale, anche se nel parlato tutti la chiamano "caparra". Per legge non può superare 3 mensilità del canone, deve produrre interessi a tuo favore e va restituita per intero quando rilasci la casa.

In sintesi

Importo massimo 3 mensilità del canone (Legge 392/1978 art. 11)
Interessi Legali, maturano ogni anno a favore dell'inquilino
Restituzione 30-60 giorni dalla riconsegna delle chiavi
Forma di versamento Bonifico bancario (sempre tracciabile)
Tutele a Roma SUNIA, SICET, Giudice di Pace, Tribunale Civile

Quanto può chiederti il proprietario

La Legge 392/1978 art. 11 fissa un tetto massimo inderogabile: 3 mensilità del canone effettivo. Se il contratto prevede un importo più alto, la parte che eccede è automaticamente nulla.

Qualche esempio concreto:

  • Canone 600€/mese → deposito max 1.800€
  • Canone 800€/mese → deposito max 2.400€
  • Canone 1.200€/mese → deposito max 3.600€

Il proprietario può chiederti anche meno (1 o 2 mensilità), ma non può recuperare la differenza sotto altre forme, come "diritti di entrata" o voci aggiuntive: la giurisprudenza considera tutte le somme versate come deposito cauzionale.

Questa regola vale per tutti i contratti abitativi: 4+4, 3+2 concordato, transitori, studenti universitari. Non si applica alle locazioni turistiche brevi.

Deposito cauzionale, caparra, acconto: non è la stessa cosa

Nel testo del contratto la terminologia conta. Il deposito cauzionale (quello degli affitti) è diverso dalla caparra confirmatoria e dalla caparra penitenziale previste dal Codice Civile, che si usano nelle promesse di vendita immobiliare. Se nel tuo contratto trovi scritto "caparra confirmatoria" invece di "deposito cauzionale", segnalalo: è un errore che può creare problemi al momento della restituzione.

Controlla anche che il contratto specifichi che il deposito produce interessi legali: se la clausola manca, gli interessi sono comunque dovuti per legge, ma avere tutto scritto è più tutelante.

Gli interessi sul deposito: un diritto che vale soldi

Il deposito che versi rimane di tua proprietà per tutta la durata del contratto. Il proprietario non può usarlo mentre il contratto è attivo. In cambio, per legge, il deposito deve produrre interessi legali che ti vengono corrisposti alla fine di ogni anno contrattuale.

Il tasso è fissato ogni anno dal Ministero dell'Economia (MEF):

  • 2024: 2,5%
  • 2025: 2,0%

Esempio concreto: su un deposito di 2.400€ con tasso al 2%, gli interessi annui sono 48€. Non è una cifra enorme, ma è un tuo diritto. In pratica gli interessi vengono spesso liquidati insieme alla restituzione del deposito a fine contratto. La prescrizione è di 5 anni per ogni annualità (art. 2948 n. 4 c.c.).

Come versare il deposito (e perché il bonifico è fondamentale)

Versa sempre con bonifico bancario, indicando in causale: "deposito cauzionale — contratto del [data] — immobile via [...]". Questo ti protegge in caso di contestazioni future: il proprietario non può negare di averlo ricevuto.

I pagamenti in contanti sono vietati sopra i 5.000€ (D.Lgs 231/2007) e comunque da evitare anche sotto quella soglia, perché senza ricevuta tracciabile il tuo diritto alla restituzione diventa difficile da dimostrare.

Prima di firmare, fai foto e video datati di ogni stanza, nota le letture dei contatori e fai firmare al proprietario un verbale di consegna con lo stato dell'immobile. Questo documento vale oro al momento della restituzione.

Quando e come viene restituito il deposito

Il deposito va restituito dopo la riconsegna delle chiavi e la verifica dell'immobile. La legge non fissa un termine preciso, ma la Cassazione (sent. 9442/1999) riconosce come ragionevoli 30-60 giorni. Oltre questo periodo, puoi chiedere anche gli interessi di mora.

Per ottenere la restituzione:

  1. Fissa un sopralluogo congiunto prima del rilascio, stila un verbale di riconsegna con lo stato dell'immobile e le letture dei contatori.
  2. Consegna le chiavi con verbale firmato.
  3. Entro 30 giorni dalla riconsegna invia al proprietario una raccomandata AR o PEC con richiesta di restituzione del deposito e degli interessi maturati, indicando il tuo IBAN.
  4. Se entro 60 giorni non ricevi risposta o il proprietario rifiuta, puoi procedere con una diffida tramite un sindacato inquilini (SUNIA o SICET) oppure ricorrere al Giudice di Pace se l'importo è sotto 5.000€.

Il proprietario può trattenere solo somme corrispondenti a danni provati, canoni non pagati o spese accessorie residue. Non può trattenere per tinteggiatura ordinaria o pulizie standard (rientrano nella normale usura — vedi la guida su cosa può davvero trattenere).

Alternative al deposito in contanti

Se non vuoi immobilizzare i soldi del deposito, la legge ammette alcune alternative:

  • Fideiussione bancaria: la tua banca garantisce per te. Costa circa 1-2% annuo della somma garantita. Comune per studenti con genitori garanti.
  • Polizza assicurativa fideiussoria: una compagnia assicurativa sostituisce il deposito. Costo indicativo 100-300€/anno.
  • Fondi di garanzia per l'affitto: il Comune di Roma e la Regione Lazio gestiscono fondi per categorie come giovani e lavoratori precari.

Errori da evitare

  1. Versare più di 3 mensilità senza contestare. La parte eccedente è nulla per legge: puoi chiederne la restituzione in qualsiasi momento.
  2. Usare il deposito come ultima mensilità. Non puoi farlo unilateralmente. Se non paghi l'ultimo mese e ti aspetti che il proprietario trattenga il deposito, rischi di essere considerato moroso. Serve accordo scritto esplicito.
  3. Non fare il verbale di consegna iniziale. Senza documentazione dello stato dell'immobile all'ingresso, il proprietario potrà contestare qualsiasi "danno" anche se preesisteva. Foto datate e verbale firmato sono la tua protezione principale.
  4. Versare in contanti senza ricevuta. Il proprietario può negare di aver ricevuto qualcosa. Sempre bonifico con causale.
  5. Non sapere degli interessi legali. Sono un tuo diritto, anche se non previsti nel contratto.

Casi particolari

Cohousing (più inquilini): il deposito è unico per l'intero contratto. Al termine, viene restituito a chi lo ha versato, salvo diverso accordo interno tra coinquilini.

Subentro di un nuovo inquilino: il vecchio inquilino riceve il deposito dal proprietario, o i due inquilini si accordano direttamente con il consenso del proprietario.

Vendita dell'immobile durante il contratto: il nuovo proprietario subentra automaticamente anche nel deposito (Cass. 5837/2012). A fine contratto sarà lui a dover restituire la cauzione.

Contratto in cedolare secca: le regole sul deposito non cambiano. La cedolare modifica la tassazione del canone, non la disciplina della cauzione.

Immobile arredato: il deposito tende ad essere vicino al massimo (3 mensilità) per via del rischio danni su mobili e elettrodomestici. Inventario fotografato all'ingresso è ancora più importante.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: Legge 392/1978 art. 11, Legge 431/1998, Cod. Civ. artt. 1284, 1385, 1386, 2948 n. 4, 2946, D.Lgs 231/2007 art. 49, Cass. 18068/2017, Cass. 9442/1999, Cass. 5837/2012.