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Scuola & famiglia

Scuola a Roma per bambini stranieri senza documenti

Anche senza permesso di soggiorno, ogni bambino ha diritto e dovere di andare a scuola. La scuola non segnala nessuno, l'iscrizione è sempre gratuita.

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Cos'è in due righe

Ogni bambino e ragazzo che si trova in Italia ha diritto e dovere di andare a scuola fino a 16 anni. Non importa se i genitori hanno il permesso di soggiorno o no. La legge italiana è chiara: la scuola accoglie tutti, è gratuita, e non segnala nessuno alla polizia o alla Questura.

In sintesi

Costo Gratuito (iscrizione, frequenza, libri in primaria)
Tempi Iscrizione in qualsiasi momento; inserimento in classe entro pochi giorni
Dove a Roma Segreteria di qualsiasi scuola pubblica statale o paritaria
Documenti Anche nessuno: si accetta l'autocertificazione del genitore

Chi ha diritto alla scuola

La risposta breve è: tutti i minori presenti in Italia, senza eccezioni. Questo include:

  • figli di genitori senza permesso di soggiorno o in posizione irregolare
  • bambini che non hanno mai avuto documenti italiani
  • minori stranieri non accompagnati (MSNA)
  • richiedenti asilo e rifugiati
  • bambini senza residenza anagrafica, anche senza fissa dimora
  • minori senza codice fiscale o senza certificato di nascita

L'obbligo scolastico in Italia dura 10 anni: dai 6 ai 16 anni. Il diritto-dovere all'istruzione e alla formazione si estende fino ai 18 anni o fino al conseguimento di una qualifica triennale.

I minori stranieri, inoltre, non possono essere espulsi (art. 19 del D.Lgs 286/1998). Questo significa che possono e devono frequentare la scuola.

Perché la scuola deve iscriverli per legge

Non è una scelta della singola scuola: è un obbligo di legge. Tre norme fondamentali lo stabiliscono in modo inequivocabile.

L'art. 38 del D.Lgs 286/1998 (Testo Unico Immigrazione) dice che i minori stranieri presenti sul territorio sono soggetti all'obbligo scolastico e hanno accesso a tutti i servizi educativi, senza distinzioni.

L'art. 45 del DPR 394/1999 precisa che il diritto all'istruzione vale indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al soggiorno, e che l'iscrizione può essere richiesta in qualunque periodo dell'anno scolastico.

L'art. 34 della Costituzione stabilisce che la scuola è aperta a tutti e che l'istruzione elementare è obbligatoria e gratuita.

A queste si aggiunge la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia, ratificata dall'Italia con la Legge 176/1991, che riconosce il diritto all'istruzione di ogni minore senza discriminazioni di status migratorio.

Come iscrivere il bambino anche senza documenti

L'iscrizione fuori termine si fa direttamente in segreteria della scuola scelta, in qualsiasi momento dell'anno. Non è necessario aspettare settembre.

Se hai i documenti, porta quello che riesci: un documento d'identità del bambino o del genitore, il codice fiscale se ce l'hai, il certificato di nascita, la documentazione vaccinale, le pagelle del Paese d'origine.

Se non hai nessun documento, la scuola deve comunque iscrivere il bambino. La normativa è esplicita: la mancanza di documenti non può essere motivo di rifiuto. L'iscrizione avviene con riserva, tramite autocertificazione del genitore. Per il codice fiscale, se manca, è la scuola stessa a richiederlo d'ufficio all'Agenzia delle Entrate.

Per trovare la scuola più vicina puoi usare il portale Scuola in Chiaro del Ministero dell'Istruzione, oppure contattare l'Ufficio Scolastico Regionale Lazio o lo sportello Servizi Educativi del tuo Municipio.

La scuola non segnala nessuno

Questo è il punto che molte famiglie non conoscono, ma è fondamentale: il personale scolastico non può e non deve denunciare la presenza di minori o genitori senza permesso di soggiorno.

L'art. 6 comma 2 del D.Lgs 286/1998 esclude esplicitamente i pubblici ufficiali della scuola dall'obbligo di richiedere documenti di soggiorno agli stranieri che accedono ai servizi scolastici. I dati raccolti durante l'iscrizione — nome, indirizzo, situazione familiare — sono coperti da riservatezza e non vengono trasmessi alle forze dell'ordine.

In termini pratici: iscrivere il bambino non mette a rischio i genitori.

Diritti del bambino straniero a scuola

Una volta iscritto, il bambino ha gli stessi diritti degli altri alunni. Tra questi:

  • frequenza gratuita nella scuola statale
  • libri di testo gratuiti in primaria; possibilità di comodato d'uso in secondaria
  • accesso alla mensa scolastica con tariffe agevolate per ISEE bassi, anche senza residenza (basta il domicilio)
  • corsi di italiano L2 (italiano come lingua seconda) per chi non parla ancora italiano
  • mediatore culturale per la famiglia (gratuito, su richiesta alla scuola)
  • piano didattico personalizzato se necessario
  • esame di Stato (terza media, maturità) valido in Italia anche per chi è in posizione irregolare

Errori da evitare

  1. Aspettare di avere tutti i documenti prima di iscriversi. Non serve aspettare. L'iscrizione con riserva è prevista dalla legge e la scuola completa la documentazione successivamente.
  2. Credere che la residenza anagrafica sia obbligatoria. Non lo è. Basta il domicilio, anche presso un centro di accoglienza, una parrocchia o amici.
  3. Accettare un rifiuto senza reagire. Se una segreteria rifiuta l'iscrizione invocando la mancanza di documenti o del permesso di soggiorno, è un abuso. Chiedi il rifiuto per iscritto e segnala all'Ufficio Scolastico Regionale Lazio. Puoi anche rivolgerti ad associazioni come Save the Children, Centro Astalli (Via degli Astalli 14a) o Casa dei Diritti Sociali / FOCUS (Via Giolitti 225).

Casi particolari

Bambino di 16-18 anni mai scolarizzato in Italia. Se ha già competenze scolastiche, può essere iscritto a una scuola secondaria di II grado con piano personalizzato. Se non parla italiano o ha lacune importanti, il percorso più adatto è il CPIA (Centri Provinciali Istruzione Adulti): a Roma ci sono 9 sedi, accettano iscrizioni da 16 anni e offrono alfabetizzazione e percorsi per la licenza media.

Bambino senza vaccinazioni. Per la scuola primaria e secondaria (6-16 anni) la mancanza di vaccinazioni non è motivo di esclusione dalla frequenza. La scuola segnala alla ASL, che convoca la famiglia per concordare un piano vaccinale (Legge 119/2017). Per il nido e la scuola dell'infanzia (0-6 anni) le vaccinazioni sono obbligatorie, ma la famiglia ha 30 giorni per regolarizzare.

Bambino con disabilità. Ha diritto al sostegno anche senza certificazione del Paese d'origine. Si avvia la procedura con la ASL Roma per la certificazione ai sensi della Legge 104/1992.

Minore straniero non accompagnato (MSNA). L'iscrizione viene effettuata dal tutore nominato dal Tribunale per i Minorenni o dal responsabile della struttura di accoglienza. La Legge 47/2017 (Legge Zampa) garantisce il pieno diritto all'istruzione.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: D.Lgs 286/1998 art. 38, DPR 394/1999 art. 45, Costituzione art. 34, Legge 176/1991 (Convenzione ONU Diritti del Fanciullo), Legge 47/2017 (Zampa), Legge 119/2017 (Decreto Lorenzin).