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Sanità

ADI a Roma: come attivare l'assistenza domiciliare per anziani e disabili

L'Assistenza Domiciliare Integrata porta infermieri, fisioterapisti e OSS a casa tua gratuitamente. Ecco come richiederla tramite il medico di base.

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Cos'è in due righe

L'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è un servizio gratuito del Servizio Sanitario Nazionale che porta a casa di chi non può muoversi un'équipe composta da infermieri, fisioterapisti, operatori socio-sanitari (OSS) e, se necessario, medici specialisti e psicologi. A Roma la gestiscono i Distretti Socio-Sanitari delle 6 ASL del territorio. Si attiva tramite il medico di base e non costa nulla per la parte sanitaria.

In sintesi

Costo Gratuito (LEA, finanziato dal SSN). Eventuale compartecipazione ISEE solo per servizi sociali del Comune
Tempi Valutazione UVMD entro 15-30 giorni; avvio assistenza entro 7-15 giorni dalla valutazione
Dove a Roma PUA (Punto Unico di Accesso) del Distretto ASL di competenza
Documenti Documento d'identità, tessera sanitaria, relazione del medico curante, eventuale verbale di invalidità

Chi può ricevere l'ADI

L'ADI è un diritto garantito dai Livelli Essenziali di Assistenza (DPCM 12/1/2017) per:

  • Anziani non autosufficienti (es. post-ictus, demenza, allettati per fratture invalidanti).
  • Persone con disabilità grave (Legge 104/92, art. 3 comma 3) di qualsiasi età.
  • Malati cronici in fase di instabilità (BPCO, scompenso cardiaco, diabete complicato).
  • Pazienti oncologici in trattamento attivo o in fase palliativa.
  • Pazienti post-ricovero che necessitano di continuità di cura a casa (es. stomie, riabilitazione dopo frattura del femore).
  • Persone con SLA, sclerosi multipla o altre malattie neurologiche degenerative.
  • Bambini con patologie croniche complesse (ADI Pediatrica).

Il requisito fondamentale è essere iscritti al SSN del Lazio. Anche i cittadini stranieri con permesso di soggiorno regolare ne hanno diritto. Per chi ha il codice STP (straniero temporaneamente presente), sono garantite le cure essenziali e continuative.

Come si attiva: la procedura passo a passo

1. Vai dal medico di base del familiare che ha bisogno di assistenza. Descrivi la situazione: difficoltà a muoversi, necessità di medicazioni, riabilitazione o assistenza quotidiana. Il medico conosce già la storia clinica e può valutare subito se i requisiti ci sono.

2. Il medico compila il modulo di richiesta ADI (modulo unico Lazio) e lo invia al Distretto ASL competente (quello del quartiere dove vive il paziente). In parallelo, tu o un familiare puoi presentare la richiesta direttamente allo sportello PUA — Punto Unico di Accesso del Distretto.

3. La UVMD viene a casa entro 15-30 giorni. L'Unità Valutativa Multidimensionale Distrettuale è una commissione composta da un medico geriatra, un infermiere, un assistente sociale e, se necessario, un fisioterapista. Valutano la condizione della persona usando scale standardizzate (InterRAI, indici ADL/IADL) per definire il livello di bisogno.

4. Si firma il Piano Assistenziale Individuale (PAI). Nel PAI sono indicati: quali professionisti vengono, con quale frequenza e per quanto tempo. Il paziente (o il familiare di riferimento) firma il piano.

5. L'assistenza parte entro 7-15 giorni dalla valutazione UVMD.

Chi viene a casa e cosa fa

L'équipe ADI è composta da figure diverse attivate in base alle esigenze:

  • Infermiere: terapie iniettive, medicazioni di piaghe o ferite, gestione di cateteri, sondini e stomie.
  • Fisioterapista: riabilitazione motoria e respiratoria domiciliare.
  • OSS (Operatore Socio-Sanitario): igiene personale, mobilizzazione, aiuto nei pasti.
  • Medico palliativista: gestione del dolore cronico, soprattutto in patologie oncologiche o terminali.
  • Psicologo: supporto emotivo al paziente e al caregiver familiare.
  • Assistente sociale: collegamento con i servizi del Comune per la parte assistenziale.

L'intensità dipende dal livello di bisogno: da 1-2 accessi settimanali per situazioni di bassa complessità, fino ad accessi quotidiani per chi ha bisogni molto elevati.

Se il ricovero è appena finito: la dimissione protetta

Se un tuo familiare è in ospedale e si prevede una dimissione con bisogno di cure domiciliari, non aspettare di essere a casa per iniziare le pratiche. Tutti i grandi ospedali di Roma (Policlinico Umberto I, Gemelli, San Camillo e altri) hanno un ufficio dimissioni protette che attiva il contatto con il Distretto ASL prima che il paziente esca.

La valutazione UVMD può avvenire direttamente in ospedale, riducendo i tempi di attesa. In questo caso l'assistenza può partire entro 72 ore dalla dimissione, a volte lo stesso giorno.

Cure palliative a domicilio

Per chi è in una fase terminale di malattia — oncologica, neurologica o cardiologica avanzata — esiste un percorso dedicato: le Cure Palliative Domiciliari (UCP-Dom). Si attiva con una richiesta del medico di base o dell'oncologo al Centro di Cure Palliative del Distretto. I tempi di valutazione sono accelerati (48-72 ore). L'équipe palliativista garantisce reperibilità telefonica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con accessi su richiesta.

Se la gestione a casa diventa impossibile, si può valutare il trasferimento in hospice.

Errori da evitare

  1. Non aspettare il crollo o un ricovero d'urgenza. L'ADI funziona meglio se si attiva per tempo. Quando la situazione diventa critica, i tempi di attesa risultano molto più pesanti da gestire.
  2. Non pagare nessuno per "attivare l'ADI". Il servizio sanitario è gratuito e si attiva solo tramite medico di base e PUA del Distretto. Se qualcuno ti chiede soldi per intermediare, è scorretto.
  3. Non rifiutare la visita della UVMD. Senza la valutazione il Piano Assistenziale non può partire. La commissione non è punitiva: è lì per capire cosa serve davvero.

Casi particolari

Vivi solo, senza familiari: l'ADI è attivabile anche in assenza di un caregiver familiare. In questo caso il Comune può attivare contemporaneamente il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) per la parte sociale, il telesoccorso con pulsante di allarme e, nei casi più gravi, il collocamento in RSA.

Il paziente ha la Legge 104/92: l'ADI si integra (non si sostituisce) ai diritti della Legge 104. Il familiare caregiver lavoratore ha diritto ai permessi retribuiti; il paziente con invalidità totale può richiedere all'INPS l'indennità di accompagnamento (circa 530 euro al mese).

Hai bisogno di ausili (letto articolato, carrozzina, materasso antidecubito): la fornitura è gratuita tramite ASL su prescrizione specialistica. Tempi 15-45 giorni. Rivolgiti al Servizio Protesica del tuo Distretto.

Sei caregiver e vuoi imparare a gestire il paziente: le ASL e i Municipi organizzano corsi gratuiti per caregiver (mobilizzazione, prevenzione lesioni da decubito, alimentazione del paziente allettato). Chiedi al PUA del tuo Distretto.

Dove andare a Roma: i Punti Unici di Accesso (PUA)

ASL Territorio principale Indirizzo PUA Telefono
Roma 1 — Distretto 1 Centro storico, Municipio I Via Luzzatti 6/8 06 77302610
Roma 2 — Distretto 4 Tiburtina, Municipio IV Via dei Crispolti 142 06 51005240
Roma 2 — Distretto 7 Appio/Tuscolano, Municipio VII Via Monza 2 06 51005203
Roma 2 — Distretto 9 EUR, Municipio IX Via Cardano 135 06 51008300
Roma 3 — Distretto 10 Ostia, Municipio X Via D. Baffigo 39 06 56487291
Roma 3 — Distretto 11 Portuense, Municipio XI Via Portuense 332 06 56486591

Per il distretto esatto di competenza in base al tuo indirizzo di residenza, chiama il centralino di Roma Capitale al 060606 oppure consulta comune.roma.it. Per segnalazioni urgenti di carattere sociale chiama la Sala Operativa Sociale al numero verde 800 440022, attivo 24 ore su 24.

Fonti ufficiali

Riferimenti normativi: L. 833/1978, DLgs 502/1992, L. 104/1992, DPR 14/1/1997, DPCM 12/1/2017 (LEA), L. 38/2010, DGR Lazio 223/2019, L. 33/2023, DLgs 29/2024.