Affidamento dei figli a Roma: come decide il giudice
Condiviso, esclusivo, collocamento, mantenimento: tutto quello che devi sapere quando ti separi con figli minori a Roma.
Cos'è in due righe
Quando due genitori si separano, i figli rimangono figli di entrambi. La legge italiana (Legge 54/2006) stabilisce che l'affidamento è condiviso per default: mamma e papà continuano a decidere insieme su scuola, salute ed educazione, anche se vivono in case separate. L'affidamento esclusivo a un solo genitore è un'eccezione, concessa solo in casi gravi.
In sintesi
| Costo | Contributo unificato: €98 (consensuale) o €196 (giudiziale) + €27 marca da bollo + onorari avvocato |
| Tempi | Negoziazione assistita: 1-3 mesi · Consensuale: 2-6 mesi · Giudiziale: 12-36 mesi |
| Dove a Roma | Tribunale Ordinario — Viale Giulio Cesare 54 · Tribunale per i Minorenni — Via dei Bresciani 32 |
| Documenti | Ricorso con piano genitoriale, documenti reddituali ultimi 3 anni, stato di famiglia, atti di nascita dei figli, atto di matrimonio |
Affidamento e collocamento: due cose diverse
Prima di tutto è utile capire la differenza tra due termini che spesso si confondono.
Affidamento significa chi ha il potere di prendere le decisioni importanti sul figlio: scuola, medico, residenza, religione, sport agonistico. Con l'affidamento condiviso, queste decisioni spettano a entrambi i genitori insieme.
Collocamento significa invece dove il bambino vive prevalentemente. Di solito il figlio ha una casa principale — quella del genitore collocatario — e trascorre del tempo regolare anche con l'altro genitore (week-end alternati, una sera infrasettimanale, metà delle vacanze).
Le decisioni della vita quotidiana — cosa mangiare, con chi giocare, come vestirsi — le prende il genitore con cui il bambino si trova in quel momento.
I tipi di affidamento
Condiviso (la regola)
Dal 2006 l'affidamento condiviso è la regola generale prevista dall'art. 337-ter del Codice Civile. Si applica anche quando i genitori non vanno d'accordo: serve una prova concreta per derogare a questa regola.
Esclusivo (l'eccezione)
Un solo genitore esercita la responsabilità genitoriale. Il Tribunale lo concede solo quando l'affidamento condiviso è contrario all'interesse del minore. Le situazioni tipiche sono: violenza domestica o maltrattamenti, abuso di alcol o droghe, malattia psichica grave non trattata, abbandono dei figli, condanne penali gravi, carcerazione lunga, residenza all'estero senza contatti.
Anche in questo caso l'altro genitore mantiene il diritto di visita e di vigilanza sull'educazione. Solo situazioni estreme portano alla decadenza dalla responsabilità genitoriale (art. 330 c.c.).
Residenza alternata
Il bambino vive metà tempo con ciascun genitore. Non è ancora la norma in Italia: funziona quando i genitori abitano vicini, riescono a collaborare e il bambino lo accetta serenamente.
Affidamento a terzi
Se entrambi i genitori risultano inadeguati, il giudice può affidare i figli a parenti idonei (nonni, zii) o ai Servizi Sociali del Municipio di residenza (art. 333 c.c.).
La casa familiare
La casa in cui la famiglia viveva viene assegnata al genitore con cui i figli vivono prevalentemente, a prescindere da chi è il proprietario. Si tratta di un diritto personale di godimento — non di un trasferimento di proprietà — e si trascrive nei Registri Immobiliari.
L'assegnazione decade se il genitore collocatario smette di abitarci stabilmente, inizia una convivenza stabile con un nuovo partner o si risposa. Se non ci sono figli minorenni (o maggiorenni non autosufficienti), la casa torna al proprietario: il giudice non può assegnarla.
Il mantenimento dei figli
Entrambi i genitori contribuiscono al mantenimento dei figli in proporzione al proprio reddito. Di solito funziona così: il genitore non collocatario versa ogni mese un assegno periodico all'altro. In alternativa si può concordare un mantenimento diretto, in cui ciascuno paga le spese quando il figlio è con lui.
Per calcolare l'assegno il giudice valuta: le esigenze del figlio (età, scuola, salute, sport), il tenore di vita tenuto durante la convivenza, i tempi che il bambino trascorre con ciascun genitore, e le risorse economiche di entrambi. A Roma non esiste una tabella ufficiale: ogni caso viene valutato singolarmente.
Alcune spese si dividono al 50% tra i due genitori — libri scolastici, attività sportive, visite specialistiche, orthodonzia, centri estivi. Il Tribunale di Roma allega ai decreti un protocollo sulle spese straordinarie che indica quali richiedono il preventivo accordo e quali no.
L'assegno si rivaluta automaticamente ogni anno secondo l'indice ISTAT FOI. Il mantenimento per i figli maggiorenni continua finché non raggiungono l'autosufficienza economica: non c'è un'età massima fissa, ma dopo i 25 anni i Tribunali tendono a essere più severi nella valutazione.
Come si svolge il procedimento al Tribunale di Roma
Dal 28 febbraio 2023 è in vigore il rito unico per la famiglia introdotto dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022). Il procedimento si svolge al Tribunale Ordinario di Roma — Sezione Famiglia, Viale Giulio Cesare 54.
L'avvocato deposita un ricorso telematico con la proposta di piano genitoriale e i documenti reddituali degli ultimi 3 anni. L'altro coniuge si costituisce entro 70 giorni prima dell'udienza con la sua proposta.
Entro 90 giorni dal ricorso si tiene l'udienza presidenziale: il Presidente sente i coniugi, tenta la conciliazione e — se non ci riesce — emette provvedimenti provvisori su affidamento, casa e mantenimento.
Se il figlio ha compiuto 12 anni (o anche meno, se capace di discernimento) viene ascoltato direttamente dal giudice in modo riservato, spesso con l'assistenza di uno psicologo o di un curatore speciale.
Nei casi più conflittuali si apre la fase istruttoria, che può includere una CTU psicologica (consulenza tecnica d'ufficio per valutare l'idoneità genitoriale), relazioni dei Servizi Sociali del Municipio, audizioni di insegnanti e pediatra. La CTU può richiedere da 6 a 12 mesi. La sentenza finale è emessa da un collegio di 3 giudici; contro di essa si può fare appello alla Corte d'Appello entro 30 giorni.
Se siete d'accordo: le procedure più veloci
Negoziazione assistita (DL 132/2014, art. 6): ogni coniuge ha il proprio avvocato e insieme firmano una convenzione. Viene depositata al Tribunale per il visto del PM. Se ci sono figli minori serve il nulla osta del PM. Nessuna udienza obbligatoria. Tempi: 1-3 mesi.
Separazione consensuale in Tribunale: ricorso congiunto, udienza presidenziale unica, decreto di omologa in 2-6 mesi.
Procedura davanti al sindaco: solo se non ci sono figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti. Si fa all'Ufficio di Stato Civile di Roma Capitale.
Errori da evitare
- Portare i figli all'estero senza l'accordo dell'altro genitore. È reato di sottrazione di minore (art. 574-bis c.p.). Anche per una vacanza serve l'accordo scritto dell'altro genitore o un'autorizzazione del giudice.
- Sospendere l'assegno di mantenimento di propria iniziativa. Se la situazione economica cambia, devi chiedere la modifica al giudice. Il mancato versamento è reato (art. 570 c.p. e art. 570-bis c.p.).
- Cambiare la scuola del figlio senza il consenso dell'altro genitore. Si tratta di una decisione di "maggiore interesse" e in affidamento condiviso non puoi prenderla da solo.
Casi particolari
Coppie non sposate con figli: dopo la Riforma Cartabia del 2023, anche i procedimenti per figli di coppie conviventi vanno al Tribunale Ordinario — Sezione Famiglia, non più al Tribunale per i Minorenni. Lo stesso rito unico si applica a tutti.
Coppie miste (italiano + straniero): si applica il Regolamento UE 2019/1111 (Bruxelles II-ter). Il giudice competente è quello del luogo di residenza abituale del minore: se il bambino vive a Roma, decide il Tribunale di Roma.
Violenza domestica: il giudice può emettere ordini di allontanamento e di divieto di avvicinamento, disporre visite protette o sospese e assegnare l'affidamento esclusivo. In caso di emergenza chiama il 1522 (numero gratuito antiviolenza, attivo 24 ore su 24).
Reddito basso: se il tuo reddito familiare è inferiore a €12.838,01 annui (soglia 2025-2026), hai diritto al gratuito patrocinio — l'avvocato è pagato dallo Stato. Fai domanda al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma o all'Ufficio del Patrocinio del Tribunale.
Condizioni da modificare: se cambia qualcosa di rilevante dopo la sentenza (perdita del lavoro, malattia, trasferimento, crescita dei figli), puoi chiedere la modifica delle condizioni di affidamento e mantenimento con un nuovo ricorso ex art. 473-bis.29 c.p.c.
I Consultori Familiari delle ASL Roma 1, 2 e 3 offrono mediazione familiare gratuita e supporto psicologico: vale la pena usarli prima di avviare un contenzioso lungo e costoso.
Fonti ufficiali
- Ministero della Giustizia — Famiglia e minori
- Tribunale Ordinario di Roma
- Tribunale per i Minorenni di Roma
- Riforma Cartabia — Ministero della Giustizia
- Legge 54/2006 — Normattiva
- D.Lgs. 149/2022 — Normattiva
- Consultori Familiari Regione Lazio
- Roma Capitale — Servizi sociali
- Numero antiviolenza 1522
Riferimenti normativi: Legge 8 febbraio 2006 n. 54; DLgs 28 dicembre 2013 n. 154; DLgs 10 ottobre 2022 n. 149; Codice Civile artt. 315-bis, 316, 317-bis, 330, 333, 337-bis–337-octies; CPC artt. 473-bis e segg.; Legge 1° dicembre 1970 n. 898; Legge 6 maggio 2015 n. 55; DL 12 settembre 2014 n. 132 conv. L. 162/2014; Reg. UE 2019/1111; Convenzione dell'Aja 25 ottobre 1980.